29 ottobre 2009

La forza della vita : primo obiettivo raggiunto.


Come molti di voi sanno , ho deciso di devolvere i diritti d'autore del mio libro (La forza della vita) ad un progetto didattico per i bambini della scuola materna di Jerago. In questi giorni , parlando con le maestre e con la direttrice della scuola, siamo giunti alla conclusione che l'esigenza più sentita è quella di avere a disposizione un carrello multifunzione . Per permettere cosi, alle insegnanti di poter lavorare in maniera più agevole nelle classi con i materiali pittorici . Quindi acquisteremo un carrello portacolori, e altri materiali per iniziare i laboratori di pittura e arti decorative , che quest'anno avranno come tema cielo e terra.

Perchè dico questo: semplicemente perchè quest'anno a causa dell' ulteriore taglio dei fondi, effettuato (dal comune e altri enti pubblici) siamo arrivati al punto, che la scuola ha chiesto alle famiglie l'acquisto delle risme di fogli, oltre ad un ulteriore contributo ad ogni famiglia, per poter realizzazione i laboratori didattici.
Da qui nasce il desiderio di voler contribuire con un' iniziativa personale. Mettendo a disposizione della scuola una cifra (X) che possa permettere almeno di avere a disposizione del materiale per poter realizzare questi laboratori creativi. Indispensabili per la formazione e la crescita creativa di ogni singolo bambino.
A chi mi chiede: - Ma il tuo libro parla di prematurità, perché non hai devoluto la cifra ad un' associazione che si occupa di bambini prematuri? -
Domanda lecita... Io rispondo : Semplicemente perché la realtà che mi tocca più da vicino ora, è questa, perché desidero vedere realizzato un progetto per tutti i bimbi della scuola materna di Jerago, Perché anche una piccola cifra come quella raccolta, in una realtà come la nostra, fa la differenza. Perché lo sguardo soddisfatto di cinque maestre coinvolte nel progetto mi entusiasma, e mi ripaga dandomi la forza di perseverare nelle scelte future che riguarderanno il mio impegno nel sociale.

16 ottobre 2009

Manitù - L'uomo più bello -


Il commento di Luigina nel precedente post ... mi ha dato lo spunto per andare a cercare la storia di Manitù, per spiegare ai miei bambini come mai la razza umana è così variegata di colori. E devo dire che la spiegazione è veramente convincente.... buona lettura.


L'UOMO PIÙ BELLO

Racconta una leggenda dei pellerossa che la Terra, appena creata, era molto bella con i monti, le valli, i fiumi, i mari: mancava solo qualcuno che l'abitasse.
Una bella mattina, Manitù (che è il Dio adorato dai Pellerossa) pensò di fabbricare l'uomo.

Prese un po' d'argilla e fece un bel pupazzo poi accese un gran fuoco e vi mise dentro a cuocere il pupazzo.

Ma quel giorno faceva caldo, molto caldo, e Manitù aveva un po' di sonno: si addormetò e si dimenticò di svegliarsi in tempo.

Quando finalmente si svegliò, sentì un forte odore di bruciaticcio.
Ahimé, il pupazzo era stracotto, nero come il carbone.
- Sarà la razza nera!- esclamò Manitù che, evidentemente, non voleva buttar via il pupazzo al quale aveva tanto lavorato. E così fu.

Il giorno dopo Manitù pensò di fare un pupazzo più bello e di cuocerlo con maggiore attenzione. Ma, per paura di bruciarlo, mise poca legna nel forno e lo levò troppo presto. Altro disastro. Il pupazzo era mal cotto come qualche volta il pane del fornaio, e appariva tutto pallido, bianco bianco.
-Sarà la razza bianca!- disse. E così fu.

il giorno dopo Manitù non si diede per vinto e fece un altro pupazzo.
- Perché non si bruci lo ungerò tutto, così cuocerà a puntino.
Ma anche questo sistema andò male.
Manitù era cuoco inesperto (era soltanto il terzo uomo che cuoceva!!!): mise troppo olio e e, quando tirò fuori il pupazzo, questo aveva un colore giallastro simile al limone.

- Sarà la razza gialla!- disse senza perdersi di coraggio. Appiccicò un codino al pupazzo e ne fece un cinese.

Ormai Manitù aveva acquistato esperenza. Fatto un quarto pupazzo, sapeva come cuocerlo. Mise legna in quantità sufficiente, diede ogni tanto qualche sbirciatina all'interno del forno e tirò fuori il pupazzo cotto alla perfezione, d'un bel color rame, magnifico.

-Ecco la razza rossa!- esclamò soddisfatto.

I pellerossa sono infatti gli uomini più belli del mondo. Almeno così dicono i pellerossa che mi hanno raccontato questa storiella.

(M. Tibaldi Chiesa, Le storie più belle, Juvenilia)

12 ottobre 2009

Le differenze ci sono … ma non esistono.


Questo post nasce da una chiacchierata con mio figlio Ezio. Un pomeriggio viene a casa dalla scuola materna e trova sul camino un nuovo gioco. Un gruppo di animali formato da pesci, di ogni specie, una coppia … Quindi due aragoste, due balene, due squali, due polpi e così via. Con entusiasmo, si mette a giocare formando una lunga fila ... e nota una differenza tra i pesci. Due coppie di delfini e due coppie di pinguini.

Con curiosità mi chiede:

E : Mamma che pesci sono questi?

Indicando la seconda coppia di delfini…

Io : delfini

E : e questi?

Indicando la prima coppia di delfini …

Io : Delfini

E : Ma se i delfini sono questi ( indicando la prima coppia) non possono essere delfini anche questi!

Un momento di panico mi assalì … e ora come faccio a fargli capire che ci possono essere (famiglie) diverse di animali pur appartenendo alla stessa specie?

E : ma sono sempre delfini?

Io : si sono sempre delfini, anche i pinguini , vedi , ci sono i pinguini grigi e pinguini azzurri …

Per un attimo , il silenzio ha avvolto la stanza … e quando Ezio ha delle pause così lunghe, è perché non gli è ben chiaro il concetto .

Tra me e me … come posso fargli capire che anche noi esseri umani siamo uguali ma a volte diversi?

Idea! … A scuola con Ezio ci sono molti bambini di colore tra cui una splendida bambina etiope di nome ( Masa ) che è in classe con Zoe ….

Io : Ezio di che colore sei tu?

E : ROSA

Io : e la Masa di che colore è ?

In maniera del tutto spontanea con una semplicità disarmante …

E : MARRONE!

Io : Marrone! Fantastico! Però è una bambina come te e la Zoe! Giusto?

E : si , è solo un po’ più colorata.

io : Per i delfini è uguale , quello grigio è un po’ più colorato di quello bianco.

Se si potessero usare i colori per far capire che la diversità può essere un modo diverso di espressione .

Se si potesse usare il buon senso per capire che la diversità può essere condivisione … forse ognuno di noi vedrebbe un colore da miscelare al proprio .

18 settembre 2009

Pedalando e correndo...

Un immagine di Robert mapplethorpe


Questa settimana , dopo cinque anni ho ripreso a frequentare una palestra. Inutile dirvi che è stato traumatico per i miei muscoli assopiti dalla quotidiana vita casalinga e routinaria. Sono felice, perché il mio corpo sembra rinato, muscoli che non ricordavo neanche di avere si sono risvegliati e lavorano faticosamente muovendosi ad un ritmo regolare. Pedalo e corro. La cosa strana è la sensazione che provo mentre faccio gli esercizi, nonostante ci sia la musica che avvolge l'ambiente attorno a me , il silenzio mi avvolge e mi ritrovo a parlare con me stessa come se fossi un'altra persona. Questo accade esattamente nel momento in cui mollerei tutto perché non ce la faccio più... e invece è proprio in quel preciso istante, dove tiro di più , fino a sentire i muscoli in tensione. E' una sensazione bellissima. Molte persone che conosco non amano la palestra perché credono che il dover lavorare da soli sugli attrezzi sia noioso e monotono. A me capita l'esatto contrario. E' un momento intimo in cui la mia mente si stacca dal presente e vola. Analizzo, scruto un punto fisso dove il mio sguardo si blocca e mi concentro fino a non sentire più nessun rumore. Mi sono posta degli obiettivi per i prossimi mesi spero che la determinazione e la costanza sappiano essere delle fedeli compagne di viaggio. Per il momento sono veramente motivata a prendermi cura di me stessa. Mi fa star bene. E lo stare bene con se stessi è importante per saperci confrontare con il mondo che ci circonda.

31 agosto 2009

Saper godere con gli occhi


Bernardino Luini - Lo sposalizio della vergine -

Da qualche settimana si è risvegliato in me l'interesse per l'arte e sto rispolverado libri, che da qualche anno prendevano polvere sulla libreria. E' incredibile, quanto poco basti a risvegliare i sensi... A proposito di sensi voglio regalarvi alcune righe scritte da un amica.

La vista: Il senso più complesso, perché fa smuovere tutti gli altri in una danza travolgente.


Se dovessi mai avere la sventura di perdere uno dei 5 sensi, spero non sia mai la vista.

In tanti mi definiscono esteta...e forse a ragione... i miei occhi li sfrutto al massimo per guardare, scrutare, analizzare e godere del bello e di ciò che appaga mente e cuore...

Da lunedì dedico almeno 3-4 ore al giorno allo studio, a cui sto alternando la ri-scoperta di luoghi di indubbio interesse storico-artistico della provincia di Varese...
Ieri nuova tappa... e scoperta di un luogo non così noto... soprattutto nella sua complessità: il Santuario di Saronno. La tappa per me era obbligata, dovevo "fare i conti" con un Gaudenzio Ferrari che qualche anno fa mi tese un'imboscata a causa del quale non passai l'esame di guida turistica...
Mi sono quindi vista la cupola e la sua decorazione con schiere di angeli musicanti...
ma la vera sorpresa è stato il buon Bernardino Luini... che spettacolo.
Sono rimasta a bocca aperta.
Al pittore originario di Dumenza (1481 ca. - Milano 1532) si deve il complesso degli affreschi che ornano le pareti dell'abside, del presbiterio, dell'antipresbiterio e di quelle sottostanti la cupola; sue sono anche le figure sulla volta della cappella del Cenacolo, ed unNatività posta nel chiostro adiacente la chiesa. Le principali opere eseguite per il santuario mariano non potevano non focalizzarsi che sulla vita della Vergine. Nell'antipresbiterio si possono ammirare le scene dello Sposalizio della Vergine e di Gesù tra i Dottori; mentre nel presbiterio campeggiano colossali l'Adorazione dei Magi e laPresentazione di Gesù al Tempio.

Sono letteralmente entrata nelle sue opere, in mezzo a quei personaggi così vivi e diversi l'uno dall'altro... come vuole l'umanesimo... La centralità dell'uomo, la sua peculiarità e unicità... Variegate figure maschili e femminili disposte su piani diversi, caratterizzate da espressioni, capigliature e vesti colorate e vive. Un'atmosfera calda e vera...
Quel personaggio sempre posto a latere, che ti guarda e ti invita a sua volta ad entrare nella scena e a osservarla... Quel dito indice che ritorna in tante figure e che rimanda al grande maestro Leonardo. Volti che sfilano uno dietro l'altro, scorci di mani, di posture, elementi decorativi e architettonici, sfondati che terminano con squarci di cieli azzurri... e l'illusione di uno spazio tridimensionale... quel pavimento marmoreo a losanghe...
che splendore... e chi lo immaginava che a Saronno c'era tutto ciò di cui godere... solo con gli occhi?

A cura di Chiara Palumbo.

Per chi dovesse passare da Saronno ... mi raccomando :Una tappa obbligata al santuario.

25 agosto 2009

Ma Monet, in confronto... chi è?

Il Monet di Jasna

il Monet di Ezio

Oggi è una giornata strana... sarà perché non c'è più la calura dei giorni scorsi ... ma sono più serena . Dopo pranzo mi sono recata con mio figlio al super mercato per fare la spesa... amo ultimamente portarmelo dietro perché è un gran curiosone e a differenza di molti bambini della sua età, che quando si recano con i genitori a fare la spesa buttano nel carrello di tutto e di più, facendo capricci di ogni genere... Lui no. Si limita, incuriosito dalle migliaia di articoli sugli scaffali, a chiedermi a cosa serve quel prodotto o quell'altro. E' uno spasso. Si diverte, a dividere gli articoli che metto nel carrello, le cose morbide nel seggiolino dei bimbi perché si possono rompere, e le cose rigide nel carrello. Oggi, passando tra le corsie dei libri mi fermo per curiosare le ultime uscite editoriali ... e vedo il suo sguardo attratto da un libro con i colori ad acquerello : "Mamma! Little Einsteins guarda!". (Uno dei suoi programmi preferiti) lo prendo guardo il titolo : (UN CAPOLAVORO DI GIARDINO. Leggi la storia di L. A. in missione per aiutare un famoso quadro di C. Monet a ritrovare i suoi colori). ... tra me e me mi sono detta : - Ma tu guarda cosa non si inventano per far conoscere la storia dell'arte, la geografia, la musica e la danza ... perché di questo si tratta . Educazione scolastica con quattro amichetti i quali ognuno di loro ha sviluppato una dote. Che va dalla musica, alla danza , al canto . A quel punto guardo il prezzo che di solito, per le cose marcate Disney è allucinante, e guardo lo sguardo di Ezio, attento e implorante nel carrello. - "Lo vuoi"? - le chiedo - " Me lo comperi!?"- la sua unica esclamazione con le mani davanti alla bocca pronto ad un mio eventuale no... " Per favore" . E come si fa a dirgli di no!... prendo il libro da colorare con gli acquerelli e lo metto nel carrello. La sua gratitudine per aver esaudito un suo desiderio mi viene ripagata con un grazie e un enorme sorriso.

Per scelta io e mio marito non abbiamo mai riempito i nostri figli di giocattoli inutili e diseducativi ... ma abbiamo sempre cercato di canalizzare la loro attenzione su cose alle quali loro dimostravano un attento interesse...
Quando qualche mese fa ho iniziato a portare Zoe dallo psicomotricista , per vedere di sbloccare il suo linguaggio incomprensibile , lui stesso mi confermò : che il riempire le camerette o le case di giochi inutili è diseducativo... perché non si riesce a catalizzare l'attenzione del bambino che è attratto da tutto e non gioca con niente. Oggi con soli € 6.00, sono riuscita a far felice mio figlio ,e me stessa . Abbiamo riprodotto a modo nostro un quadro di Monet... a volte basta veramente poco, per rendere il pomeriggio di un bimbo di soli quattro anni indimenticabile.

13 agosto 2009

Il collante per ogni cosa....! L'amore.

Io e Voyco

Sara, Io e Sandra ... qualche anno fa.

In questi giorni sono profondamente turbata. Un carissimo amico a causa di un incidente motociclistico ha perso sua sorella. L'unica cosa che riesco a provare... è un gran dolore. Perché non oso neanche immaginare cosa gli possa frullare nella testa in questi giorni. E l'unica cosa che vorrei fare è stringerlo forte e digli che le voglio bene.

In questi anni dove i telegiornali ci consegnano solamente bollettini di guerra , si vivono notizie sconvolgenti come omicidi di famiglie intere da parte di figli che uccidono genitori e genitori che uccidono i figli... e io mi chiedo come sia possibile far crescere in noi stessi sentimenti così violenti e forti. Non lo capisco. Sono cresciuta in una famiglia sgangherata dove i soldi erano veramente pochi e dove l'ignoranza faceva da sovrana. Nonostante ciò, sono riuscita ad acquisire valori fondamentali e sentimenti veri e forti. L'amore dovrebbe essere in sentimento imprescindibile nei confronti di un fratello o di un genitore. (Scusate il giro larghissimo che sto facendo ma è un concetto difficile da esprimere e non si può fare in poche parole.)
Ho quattro fratelli ... due maschi e due femmine, i due maschi Aster e Voyco, sono miei fratelli da parte di madre e le due femmine, Sara e Sandra sono le figlie del ultimo marito di mia madre... quindi con loro non ho in comune neanche una goccia di sangue. Eppure , nonostante ciò, le amo profondamente. Il nostro è un rapporto particolare fatto di forza interiore, ognuno di noi riesce a percepire il dolore dell'altro senza parlare ... il nostro rapporto non è costruito su moine o sdolcinatezze , frasi scontate o gesti dovuti. Le esperienze che ognuno di noi ha vissuto sulla propria pelle, per mancanza di radici solide che ci potessero far crescere sereni e spensierati , a fatto si che in ognuno di noi sia cresciuto con un carattere talmente tanto forte e determinato da essere quasi infrangibile.
Ricordo ancora il primo giorno che arrivai a Punta Sabbioni, avevo cinque anni ero una bambina spaventata, insicura, impaurita da una vita nuova fatta di muri freddi e di quattro fratelli che non sapevo neanche di avere. E' stata veramente dura, perchè nessuno mi aveva preparato ad affrontare una situazione così grande. I primi anni di scuola sono stati un disastro. Imparai a leggere ad alta voce a otto anni , ancor oggi ho problemi di lettura. La scuola per me era un luogo di sfogo dove potevo esternare tutta la sofferenza e il disagio che provavo nel vivere in una famiglia così miscelata. Eppure se ora mi guardo indietro, non ho ricordi belli dei miei genitori , ma ho dei bellissimi ricordi dei miei fratelli. Con gli anni si è venuta a creare una catena di mani su cui poter far affidamento, ci siamo cresciuti l'un l'altro mettendo sul tavolo quello che c'era ... tanto affetto. Ora che siamo tutti adulti e che ognuno di noi ha la propria famiglia e dei figli, chissà come mai la cosa più importante per tutti e cinque ... è saper trasmettere valori concreti e reali alle generazioni future. L'unico rammarico che ho e che forse hanno i miei fratelli è di non aver concluso gli studi. Per tutti l'obiettivo principale era salvarsi da una situazione famigliare disastrosa . Per anni non mi sono vista con loro , per anni abbiamo parlato del nulla, per anni, nonostante questo ,ognuno di noi sapeva che la strada da trovare era tortuosa e ben nascosta... ma soprattutto sapevamo che quella strada la si doveva cercare da soli... e mai come in questo ultimo periodo dove è venuto a mancare il papà di Sara e Sandra e Voyco abbiamo capito quanto forte sia il legame che ci lega. Non importa di che colore sia colore del sangue , non importa il colore degli occhi o dei capelli... non importa l'amore che ha un genitore , le differenze esistono per ogni cosa, ma ad ogni cosa bisogna saper dare un peso , giusto , leale, concreto... i caratteri si formano così ... sapendo plasmare con maestria tante teste , tanti colori. Nonostante io e i miei fratelli siamo caratterialmente diversi ... il sentimento che prevale, in cinque forme diverse, è l'amore . Il collante per ogni cosa.

A Doriano con tutto il mio affetto.

29 luglio 2009

Frida kahlo - Un artista che fece della sua interiorità la sua forza - Perchè dipingeva con il cuore.


Autoritratto

Frida

Ieri mi sono rivista un film che avevo visto qualche anno fa... senza l'attenzione che si deve ad un capolavoro. Insomma la sensazione che ho provato è quella di aver rivisto la Gioconda e aver riscoperto in lei misteri celati e e colori brillanti. Così da ieri mi sto documentano attraverso immagini e scritti su quest'artista messicana straordinaria. L'artista in questione è FRIDA .

Suo marito Diego la definì così :

"... E’ la prima volta nella storia dell’arte che una donna esprime con totale sincerità, scarnificata e, potremmo dire, tranquillamente feroce, i fatti e particolari che riguardano esclusivamente la donna. La sua sincerità, che si potrebbe definire insieme molto tenera e crudele, la portò a dare di certi fatti la testimonianza più indiscutibile e sicura; é perciò che dipinse la sua stessa nascita, il suo allattamento, la sua crescita dentro la sua famiglia e le sue terribili sofferenze, e di ogni cosa senza permettersi mai la minima esagerazione né divergenza dai fatti precisi, mantenendosi realista e profonda, come lo é sempre il popolo messicano nella sua arte, compresi i casi in cui generalizza fatti e sentimenti, arrivando alla loro espressione cosmogonica ..."

Diego Rivera

Il film descrive con attenta precisione tutti i passaggi della vita dell'artista ,non tralasciando emozioni vere e sentimenti profondi, di una donna che ha fatto dell'arte la sua forza più grande. Per poter uscire da una sofferenza fisica che l'accompagnierà per tutta la vita. La sua grandezza , a mio modesto parere traspare dall'uso dei colori, sempre accesi ... i rossi, i verdi , i blu cobalto, i gialli luminosi.
Il film che consiglio di vedere, lascia con il fiato sospeso... fa riflettere. Frida trasse dalla sofferenza fisica, interiore il coraggio e la determinazione... quel coraggio che la porto a vivere la sua vita interamente senza compromessi. Difendendo le proprie idee fino alla morte. Fu una donna eccessiva, nelle scelte, negli amori, nella sua stessa vita , nella sua pittura minuziosa , realista... se vogliamo eccessiva e cruda... ma la forza di Frida sta qui: esternare con violenza visiva il suo dolore , fermarlo su una tela, ed elaborarlo, trasformandolo in arte pittorica ... oggi visibile a tutti.

9 luglio 2009

NO alla violenza sulle donne



A volte... molto spesso ultimamente, mi chiedo come si possa fare violenza ad un essere indifeso come un bambino. Non mi capacito. Questa bambina ha l'età di mio figlio Ezio e vedere il suo viso tumefatto da percosse e sfregi mi rattrista da morire... e mi fa arrabbiare. Queste sono immagini che non bisognerebbe mai vedere. Alla fine di tutto, sono solo le immagini forti come questa che smuovono le coscienze e indignano gli animi. Come le immagini postate dalla mamma di Federico.

Federico prima di uscire di casa e dopo all'obitorio.

In questo periodo seguo silenziosamente TRE vicende: la prima per l'appunto è quella di Federico, che finalmente in questi giorni ha avuto giustizia, se così si può definire. Ai suoi carnefici sono stati inflitti tre anni e mezzo di reclusione e le spese processuali... Una magra consolazione per i suoi genitori che si sono visti strappare un figlio dal cuore, per giunta calugnato. Calugne risultate false dall'inchiesta.
la seconda è quella di Niki... dove mamma Ornella non molla. Chiede giustizia , chede la verità sulla morte del figlio , trovato impiccato nel carcere di Solliciano.

Niki


E la terza è quella di Giuseppe Casu ambulante (ucciso ) da un ricovero coatto durato qualche giorno in una clinica di Cagliari... a sua figlia Natascia tutta la mia stima e la mia forza per non mollare .
Giuseppe

Perché scrivo questo... perché sono una madre, perché sono una donna, perchè sono una figlia, che spera di non trovarsi mai in una situazione così . Dove l'ingiustizia prevale. Fortunatamente ho una voce e una penna ... e con la mia voce e la mia penna dico NO... alla violenza, NO ai sopprusi , NO alle prevaricazioni... e chiedo giustizia per questa bambina. Chiedo giustizia per Niki e Giuseppe... perché credo sia fortemente dovuto a loro e alle loro famiglie.
La testa va tenuta fuori dalla sabbia... e gli occhi bisognerebbe chiuderli solo per dormire.

Alla mamma di NIKI , ai genitori di FEDERICO , ai genitori di questa BIMBA e alla figlia di GIUSEPPE.
So che questo è un magro contributo... ma lo faccio con il cuore.
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Anche le donne non ancora donne, perchè troppo piccole per esserlo, sono oggetto di violenza e questo fa ancora più male.

Milano, 26 giugno 2009. Un operaio italiano di 42 anni e' stato arrestato per aver abusato di una bambina di 4 anni. L'uomo, raggiunto da un ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal gip di Busto Arsizio Chiara Venturi su richiesta del sostituto procuratore Valentina Margio, e' stato fermato stamane dagli agenti della squadra Mobile di Varese.



L’uomo, amico d’infanzia del padre della vittima, aveva ricevuto in affidamento la minore in diverse occasioni.

L’arresto è avvenuto questa mattina. L’uomo, 42 anni, incensurato, di professione operaio deve rispondere all’accusa di abuso sessuale nei confronti di una bambina di 4 anni, figlia di un carissimo amico.
A incastrarlo le dichiarazioni di una donna che ha riferito di essere stata contattata telefonicamente da un’ amica per avere consigli sul comportamento da tenere nei riguardi di un uomo che si era reso responsabile di gravi abusi sessuali nei confronti di una minore. La donna, insospettitasi, ritenendo che in realtà la minore i questione fosse la figlia dell’amica, ha segnalato il caso a Telefono Azzurro e da qui è scattata la denuncia.

La Polizia ha immediatamente identificato l’indagato e ha perquisito la sua abitazione, dove è stato trovato vario materiale ancora al vaglio, 3 cataloghi di un Sexy Shop e un computer portatile che, successivamente esaminato da un perito, ha rivelato tracce certe della pregressa presenza di file da titoli chiaramente riferibili a siti pedopornografici.
L’uomo, infatti, avendo appreso della denuncia a suo carico dalla madre che gli aveva telefonato per chiedere spiegazioni sul racconto della figlia, aveva tentato di eliminare ogni elemento che potesse metterlo nei guai. Nel corso dell’audizione protetta, effettuata alla presenza di personale specializzato della Polizia, coadiuvato da un neuropsichiatra infantile, la minore ha descritto in modo dettagliato i “giochi erotici” ai quali era stata sottoposta dall’amico di papà, illustrandoli anche con inequivocabili disegni. L’uomo infatti, amico d’infanzia del padre, approfittando della fiducia in lui riposta, aveva ricevuto in affidamento la minore in diverse occasioni.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 27 Giugno 2009 15:38 )


4 luglio 2009

Un pensiero tra i capelli , un emozione fermata.

Ogni volta che la mia mente riesce a staccarsi un po' dalla realtà...
e riesce a sognare...
compare questa canzone, come per magia.

Una follia,
Un bacio rubato ... magari di nascosto...
Una carezza che ti fa venire i brividi alla schiena...
Una foto che ti ricorda un momento bello con un amico lontano...
Un abbraccio di tua madre mentre la saluti prima di un lungo viaggio...
Uno sguardo incrociato per strada con uno sconosciuto...
Un post emozionante...
Una lettera ricevuta, che ti lascia senza parole...
A chi lascerà un commento...
A chi si emozionerà...
A chi saprà fermarsi ad ascoltare questa canzone ...
Grazie .

30 aprile 2009

L'albero alla mente- per la verità -

Regolamento cliccate sul logo



Rispolvero questo (Vecchio premio) ... Semplicemente perché credo nei motivi per cui è stato creato.

Questa volta lo voglio assegnare il premio a dei blog in cui ... la verità, la giustizia vogliono avere una voce ... che urla, che scalpita e batte i pugni.

Al blog appena nato -Verità per mio padre- Un augurio a Natascia a non mollare... alla forza del suo amore... per il padre ingiustamente ucciso per mala sanità ... e per una giustizia che purtroppo anche in questo caso non ci sarà... La speranza deve sempre essere la più forte... e la tua voce deve urlare , perché casi come questo non accadano più.

Al blog - Un angelo chiamato niki - Alla forza di mamma Ornella ... all'amore di una madre a cui è stato portato via l'affetto più grande ... quello di un figlio. Senza sapere perchè!


27 aprile 2009

Nella vita

La stessa camminata... e ti accorgi che stai trattenendo il respiro.

All'improvviso il niente!

Ti chiedi come hanno fatto a dipingere queste meraviglie!


Nella vita non contano i respiri,
ma i momenti che ti hanno tolto il respiro...

21 aprile 2009

Tesori nascosti e inattese meraviglie...

Ezio & Luigina


" L' amicizia a volte, come tutte le cose, è misteriosa e percorre sentieri a noi celati.
A volte, raramente per dire il vero,
rivela tesori nascosti e inattese meraviglie:
età diverse, estrazioni diverse, culture diverse, ma un unico linguaggio.
Quello dell' amore".

Tratto da: -La forza della vita - di JPZ


Mai come oggi queste parole sono vere e concrete. L'amicizia con Luigina e Gabriele si sta rivelando un prezioso scrigno nel quale sono custodite splendide meraviglie. Ieri Abbiamo festeggiato i loro 33 anni di matrimonio ... questo piccolo post è dedicato a voi . Il mio regalo ? lo splendido sorriso di Ezio naturalmente!

23 marzo 2009

Pensiero del giorno

La vita...
si rispetta trasmettendo valori.
Partendo sin dal più piccolo individuo.



La speranza...
la si ottiene...
stringendo le mani altrui.



La pace ...
si costruisce con la buona volontà ...
di ogni singolo individuo.

8 marzo 2009

Una domenica tra le viuzze di una splendida Brescia

io e Gabriele


io e Luigina


Renata ,io, Luigina e Gabriele

Se mi fermo... e penso a come è nato quest' incontro starei davanti al mio pc per ore a scrivere. Spesso si sottovaluta l'istinto pensando che sia qualcosa di surreale... e così si finisce sempre per non ascoltare la famigerata vocina dentro di noi che ci dice ripetutamente : Ascoltami!..... Con Luigina è successa una cosa simile. Circa un anno fa , mese più , mese meno... ero molto presa da questo canale di comunicazione... e sfogliavo ripetutamente le pagine delle persone che avevano qualcosa in comune con me. Istintivamente e in maniera immediata, mi colpì la foto di questa signora ultra cinquantenne. Non so perché , ma il leggere di persone che si mettono continuamente in gioco perché sono fortemente convinte di aver ancora qualcosa da dire o da dare , mi attrae come un ape sul miele... Così non pensai un solo istante ... e il mio dito aveva già cliccato sulla sua foto. Mai come allora, oggi posso dire che sono felice di aver cliccato sulla sua immagine. Si aprì così la nostra fitta corrispondenza... con la mia intrusione nel suo salotto che avrebbe dovuto parlare di finanza... ma che in realtà di finanza non ha mai parlato. Con Luigina c'è stata da subito un attrazione mentale fatta di comprensione, stima reciproca , sostegno e voglia di donarsi qualcosa l'una all'altra. Il fatto che la nostra corrispondenza fosse fatta veramente di noi stesse , a fatto si, che ieri il nostro incontro è stato vissuto in maniera del tutto spontaneo , quasi con una naturalezza disarmante...come di due persone che si conoscono da una vita.
Il blog può essere anche questo, il web può essere anche questo... quando non ci si crea aspettative nei confronti di qualcuno che non si conosce ... se si riesce a essere se stessi ... può nascere veramente qualcosa di buono ... per me e credo anche per Luigina e Gabriele, la giornata di ieri è stata questo... L' inizio di un amicizia, che mi auguro abbia la forza di evolvere e di crescere ...

Un pensiero speciale va a Renata ... una favolosa signora che da forza e speranza ai giovani.. credendo fortemente nel loro futuro.

Grazie di cuore per la splendida gita in bicicletta... Brescia così non l'avrei mai vista!

19 febbraio 2009

Ghetto ebraico di Venezia


La panchina su cui amavo far correre i miei pensieri ...




Immagini scattate da Stefi... a Venezia ... i tuoi occhi erano i miei. Grazie di cuore per questo splendido regalo che mi commuove l'anima e mi rende felice attraverso i ricordi che queste immagini scaturiscono al mio cuore.

18 febbraio 2009

Mio carissimo ragazzo ...

Oscar Wilde



Ieri sera Benigni ci ha donato alcuni minuti di vera emozione , leggendo l'ultima lettera scritta da Oscar Wilde alla persona che amava.
Una lezione di autocoscienza , di civiltà, di rispetto verso la cosa più vera che si possa provare. L'amore nei confronti di un'altro individuo. Donna o uomo che sia. Appartenente o non al nostro stesso sesso.


Qualche giorno fa Janas ha scritto un post straordinario sull'amore... personalmente, ora credo , che questa lettera sia la risposta ad ogni domanda. L'amore al di la della morte.



Mio carissimo ragazzo,


questo è per assicurarti del mio amore immortale, eterno per te. Domani sarà tutto finito. Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa idea, questa convinzione ancora più divina, che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelicità e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza. Poiché la speranza, anzi, la certezza, di incontrarti di nuovo in un altro mondo è la meta e l' incoraggiamento della mia vita attuale, ah! debbo continuare a vivere in questo mondo, per questa ragione Il caro *** mi è venuto a trovare oggi. Gli ho dato parecchi messaggi per te. Mi ha detto una cosa che mi rassicurato: che a mia madre non mancherà mai niente. Ho sempre provveduto io al suo mantenimento, e il pensiero che avrebbe potuto soffrire delle privazioni mi rendeva infelice. Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno di un Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l' Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia così strana. Non esporti all' Inghilterra per nessuna ragione al mondo. Se un giorno, a Corfù o in qualche isola incantata, ci fosse una casetta dove potessimo vivere insieme, oh! la vita sarebbe più dolce di quanto sia stata mai. Il tuo amore ha ali larghe ed è forte, il tuo amore mi giunge attraverso le sbarre della mia prigione mi conforta, il tuo amore è la luce di tutte le mie ore. Se il fato ci sarà avverso, coloro che non sanno cos'è l'amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita. Se ciò avverrà, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non è vero. Il nostro amore è sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, è perché la natura di quell' amore non è stata compresa. Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi dà coraggio. Debbo ricordarla. Scrivi che è mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto. Credo sia vero. Ci proverò e lo farò. Voglio che tu tenga informato Mr Humphreys dei tuoi spostamenti così che quando viene mi possa dire cosa fai. Credo che gli avvocati possano vedere i detenuti con una certa frequenza. Così potrò comunicare con te. Sono così felice che tu sia partito! So cosa deve esserti costato. Per me sarebbe stato un tormento pensarti in Inghilterra mentre il tuo nome veniva fatto in tribunale. Spero tu abbia copie di tutti i miei libri. I miei sono stati tutti venduti. Tendo le mani verso di te. Oh! possa io vivere per toccare i tuoi capelli e le tue mani. Credo che il tuo amore veglierà sulla mia vita. Se dovessi morire, voglio che tu viva una vita dolce e pacifica in qualche luogo fra fiori, quadri, libri, e moltissimo lavoro. Cerca di farmi avere tue notizie. Ti scrivo questa lettera in mezzo a grandi sofferenze ; la lunga giornata in tribunale mi ha spossato. Carissimo ragazzo, dolcissimo fra tutti i giovani, amatissimo e più amabile. Oh! aspettami! aspettami! io sono ora, come sempre dal giorno in cui ci siamo conosciuti, devotamente il tuo, con un amore immortale.


Oscar

5 febbraio 2009

Tra le alte case del ghetto ebraico di Venezia

Jasna e Massy, in un pomeriggio di fine ottobre ... tra le alte case del ghetto ebraio a Venezia.

Chiudo gli occhi e ti ritrovo... Massy.

Cammino avvolta da un atmosfera eterea che adoro ... la nebbiolina di un fine ottobre a Venezia, mi avvolge e mi bagna il viso. Sono sempre stata convinta e ora più che mai , che se le sensazioni o le forti emozioni si provano in un luogo speciale , quel luogo ti resterà per sempre nel cuore. Ed è così che ricordo un pomeriggio passato tra le alte case del ghetto ebraico... A mio modesto parere ,uno dei campi più suggestivi di Venezia.
Siamo usciti da scuola, abbiamo passeggiato, mano nella mano... per quasi tutta la lunga calle di san Girolamo... adoravo credere che la gente che ci vedeva... pensasse : che fossimo due giovani innamorati. Amavo il tuo essere dolce con me... la tua sensibilità nel esprimerti , la tua tristezza intensa, che mi toccava il cuore ... ma soprattutto adoravo quel pizzico di estrosità che ti contraddistingueva. I tuoi capelli biondi arruffati , i tuoi abiti neri le tue scarpe con la punta lucente.
Forse nell'ingenuità di una giovane donna alla ricerca di punti di riferimento, alla ricerca di affetti concreti... sono riuscita a assere veramente me stessa a soli diciassette anni . Dove i miei pensieri erano avvolti da una malinconia sottile invidiabile da molti poeti del diciannovesimo secolo. Eppure ora , nonostante io sia una donna con un presente ben delineato da affetti concreti e stabili ... Mi ritrovo qui in un oggioso pomeriggio di febbraio a parlare di te , ricordando le nostre belle chiacchierate... le dolci carezze date, con timidi sorrisi che nascondevamo tra le pieghe dei cappotti . Mano nella mano , ancora una volta... in uno straordinario scenario , unico al mondo dove ho imparato a volerti veramente bene... quel bene puro che si dona solo ad un amico vero. Felice di averti ritrovato anche se solo nel web.

14 gennaio 2009

Il cantico delle creature ... per i bimbi di Gaza






La più bella preghiera mai scritta da un uomo... si perché Fra Francesco fu prima di tutto uomo,
 un uomo, che seppe guardare con il proprio cuore.
Amando e rispettando tutto ciò che vive e che cresce...
attorno a noi.


Una lode a tutte le creature della terra...
Ai bimbi di Gaza

7 gennaio 2009

La forza della vita




Su consiglio di un' amica che ha letto il libro, ho deciso di pubblicare a puntate questa storia vera . Vissuta in prima persona da me e da mia figlia Zoe...Il mio, non vuol essere un gesto di protagonismo... ma un modo, se vogliamo diverso, per dare speranza a chiunque creda: Che dopo una tempesta non torni il sereno.
Jasna


I° Capitolo

La forza della vita



27 marzo 2005

Ciao zia Chiara e zio Vittorio.
Ci ha fatto molto piacere ricevere la Vostra visita, la canzoncina
è stata spettacolare. L'amicizia a volte, come tutte le cose, è
misteriosa e percorre sentieri a noi celati. A volte, raramente
per dire il vero, rivela tesori nascosti e inattese meraviglie: età
diverse, estrazioni diverse, culture diverse, ma un unico linguaggio.
Quello dell'amore. E' bello esservi amici.
Ezio, Jasna, Alessandro

Questa è la prima di tante e-mail mandatemi da Ale e Jasna
che conservo all’interno della mia casella di posta elettronica.
Sin dalla nascita del piccolo Ezio ho creato una cartella che
oggi conta più di una quarantina di messaggi, accompagnati
da bellissime fotografie dei tuoi figli, Jasna... Li custodisco
gelosamente, soprattutto quelli che hai riportato in questo
racconto e che, sotto forma di telecronaca, mi hanno tenuta
sempre informata delle condizioni della principessina Zoe...
Hai avuta tanto coraggio, Jasna... e se tua figlia incarna la
forza della vita, la voglia di vivere, tu rappresenti la forza dell’amore,
il linguaggio che ogni madre ha per il proprio bambino
e che tu hai messo nero su bianco in queste pagine ricche
di emozioni di una storia vera, della tua e di quella di Zoe.
Chiara

ZOE
è un nome molto antico che
nel corso dei secoli non ha subito variazioni.
Deriva dall' omonima parola greca
che significa " VITA"
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Cara Zoe,
E' un periodo duro questo, tu e tuo fratello siete molto piccoli e le giornate volano a volte troppo in fretta. Sto scrivendo un racconto che parla dell' esperienza che ho vissuto nell' averti, mi fa star bene. Ora stai dormendo. Sembri un angelo. Sei bellissima. So che questo è un aggettivo che le mamme usano spesso per definire i propri figli, ma tu lo sei veramente. Hai otto mesi anche se in
realtà la tua età gestazionale è di circa sei. Non si direbbe nel guardarti perché sei sveglia, attiva, solare e sorridi sempre. Sei felice e ce l'hai messa tutta per esserlo. In questo periodo assomigli molto ad Ezio alla tua età. Anche se lui era molto più scatenato di te; c' è da tener conto che è un maschietto tutto pepe. Le mie giornate sono tutte uguali e non potermi occupare di me come vorrei mi snerva un pochino, così mi sono messa a scrivere. Ho iniziato con una lettera a zia Sara, che non sta passando un bel periodo, e visto che mi è riuscita bene ho iniziato a stendere il racconto con tutti i risvolti della tua nascita. E' un modo come un altro per buttare fuori tutte le tensioni e le frustrazioni che ho vissuto in questi mesi. Il tuo papà invece suona la chitarra fino a notte inoltrata, perché prima mi aiuta mettendo a dormire Ezio che è un po' più birichino di te. Anch' io faccio spesso fatica a farti addormentare, perché ti piace chiacchierare con il tuo ciuccio e
finché non te lo bagno nel miele non ne vuoi proprio sapere di fare la nanna. Dimenticavo, la cosa più importante: io, Ezio e papà ti vogliamo un gran bene .

La tua storia inizia così…

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27 aprile 2006 ore 6.00 circa

Una notte come tante altre; ti alzi nel mezzo della notte per andare a prendere tuo figlio che ti chiama dalla stanza accanto perché si è svegliato e vuole stare con te. So cosa si pensa al riguardo: è una cattiva abitudine che hanno molti genitori quella di tirarsi i figli a letto pur di dormire qualche ora di seguito. Non so se io sia più giustificata di tante altre mamme, ma avere il piccolo Ezio tra me e Alessandro è diventato quasi un rito che si ripete da qualche mese. E' come rimanere avvolti dal piumone d'oca, nonostante aprile sia giunto quasi a termine. Al momento sto aspettando una bambina, Zoe
e sono alla ventiseiesima settimana +1 giorno. Voi direte "Fantastico, tanti auguri !!!" E io dovrei rispondervi "Grazie!", ma … c'è un ma …


Credo non siano trascorsi dieci minuti dal mio ritorno a letto con il piccolo Ezio quando avverto una sensazione … è indescrivibile a parole.

Cominciamo dall'inizio. La gravidanza di Zoe inizia verso la metà di novembre. Voluta ma inaspettata è una di quelle cose che ti capitano tra capo e collo; da una parte sei felice, dall'altra sei spaventata per la logistica delle cose. A me è capitato così. Sono mamma di un bambino di otto mesi, quindi si può ben capire che quando ho scoperto di essere rimasta nuovamente incinta mi sono sentita non so definire come. Ma mentre guardavo il tester diventare rosso ho ripensato alla mia vita, alla gravidanza di Ezio, al parto avuto con lui, e al fatto che se fosse stato positivo, Ezio e il futuro fratellino o sorellina avrebbero avuto solo 16 mesi di differenza. Superato il primo ostacolo io e Alessandro ci siamo fatti forza e consapevoli che saremmo diventati genitori per la seconda volta, abbiamo iniziato questa grande avventura assieme al piccolo Ezio. Avventura. Sì è così che voglio definire la gravidanza di Zoe, perché ciò è stata fin dall' inizio. Passati i primi mesi, che sono quelli che ti destabilizzano un po' per via dello scombussolamento ormonale, gli sbalzi di umore, la fatica e la stanchezza che comportano un bambino piccolo, la gestione della casa ecc. ecc., arrivò finalmente marzo. Mese in cui avremmo scoperto l'identità di nostro figlio. Maschio o femmina?. Nel mio cuore è sempre stata Zoe. Infatti ci eravamo ripromessi che avremmo deciso il nome del maschietto solo se ci avessero detto che tale sarebbe stato. Arrivò l’11 marzo, giornata campale: visita dalla dottoressa Molinari. Perché campale? Perché si sa quando si arriva, ma mai quando si torna a casa. Nonostante questo piccolo disagio mi piace; è una dottoressa concreta, di poche parole -a volte troppo- asciutta nei modi di fare, ma a mio modesto parere, un eccellente medico. Mi sentivo tranquilla e per una coppia che aspetta un bambino è di fondamentale importanza avere fiducia nel medico che segue la gravidanza. - "Tutto bene. Il bambino sta bene. Probabilmente è una bambina, ma c'è il cordone ombelicale tra le gambe e non riesco a vedere bene". - Queste furono le sue parole. Delusa per non aver avuto la certezza del sesso del mio bimbo, chiesi se gravidanza procedesse per il meglio. In quel momento, la dottoressa stava scrivendo sulla cartella ecografica gli esiti della visita, quando si fermò e con molta cautela mi disse: "La sua placenta si è attaccata molto vicina al collo dell’utero; In genere una placenta previa si diagnostica all’ inizio del terzo trimestre, perché nel frattempo potrebbe spostarsi, quindi dobbiamo aspettare". Io giustamente chiesi cosa avrebbe potuto comportare al feto una diagnosi del genere. La risposta fu: "Delle complicazioni; e più probabilmente dalla ventiseiesima settimana in poi. La cosa peggiore che può succedere è un distacco di placenta con conseguente parto prematuro". Un brivido mi salì lungo la schiena. La paura di perdere il mio bambino in un'età gestazionale avanzata mi spaventava, avendone già perso uno. Capito il disagio che mi aveva provocato quella notizia, mi rassicurò dicendo che comunque era il massimo che poteva succedere e che gravidanze simili arrivavano anche a termine senza problemi. Mi raccomandò riposo e niente rapporti. Tornai a casa più tranquilla e la prima cosa che feci fu riferire ad Alessandro l'accaduto; poi mi collegai in internet per capire cosa volesse dire PLACENTA PREVIA.