14 gennaio 2009

Il cantico delle creature ... per i bimbi di Gaza






La più bella preghiera mai scritta da un uomo... si perché Fra Francesco fu prima di tutto uomo,
 un uomo, che seppe guardare con il proprio cuore.
Amando e rispettando tutto ciò che vive e che cresce...
attorno a noi.


Una lode a tutte le creature della terra...
Ai bimbi di Gaza

7 gennaio 2009

La forza della vita




Su consiglio di un' amica che ha letto il libro, ho deciso di pubblicare a puntate questa storia vera . Vissuta in prima persona da me e da mia figlia Zoe...Il mio, non vuol essere un gesto di protagonismo... ma un modo, se vogliamo diverso, per dare speranza a chiunque creda: Che dopo una tempesta non torni il sereno.
Jasna


I° Capitolo

La forza della vita



27 marzo 2005

Ciao zia Chiara e zio Vittorio.
Ci ha fatto molto piacere ricevere la Vostra visita, la canzoncina
è stata spettacolare. L'amicizia a volte, come tutte le cose, è
misteriosa e percorre sentieri a noi celati. A volte, raramente
per dire il vero, rivela tesori nascosti e inattese meraviglie: età
diverse, estrazioni diverse, culture diverse, ma un unico linguaggio.
Quello dell'amore. E' bello esservi amici.
Ezio, Jasna, Alessandro

Questa è la prima di tante e-mail mandatemi da Ale e Jasna
che conservo all’interno della mia casella di posta elettronica.
Sin dalla nascita del piccolo Ezio ho creato una cartella che
oggi conta più di una quarantina di messaggi, accompagnati
da bellissime fotografie dei tuoi figli, Jasna... Li custodisco
gelosamente, soprattutto quelli che hai riportato in questo
racconto e che, sotto forma di telecronaca, mi hanno tenuta
sempre informata delle condizioni della principessina Zoe...
Hai avuta tanto coraggio, Jasna... e se tua figlia incarna la
forza della vita, la voglia di vivere, tu rappresenti la forza dell’amore,
il linguaggio che ogni madre ha per il proprio bambino
e che tu hai messo nero su bianco in queste pagine ricche
di emozioni di una storia vera, della tua e di quella di Zoe.
Chiara

ZOE
è un nome molto antico che
nel corso dei secoli non ha subito variazioni.
Deriva dall' omonima parola greca
che significa " VITA"
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Cara Zoe,
E' un periodo duro questo, tu e tuo fratello siete molto piccoli e le giornate volano a volte troppo in fretta. Sto scrivendo un racconto che parla dell' esperienza che ho vissuto nell' averti, mi fa star bene. Ora stai dormendo. Sembri un angelo. Sei bellissima. So che questo è un aggettivo che le mamme usano spesso per definire i propri figli, ma tu lo sei veramente. Hai otto mesi anche se in
realtà la tua età gestazionale è di circa sei. Non si direbbe nel guardarti perché sei sveglia, attiva, solare e sorridi sempre. Sei felice e ce l'hai messa tutta per esserlo. In questo periodo assomigli molto ad Ezio alla tua età. Anche se lui era molto più scatenato di te; c' è da tener conto che è un maschietto tutto pepe. Le mie giornate sono tutte uguali e non potermi occupare di me come vorrei mi snerva un pochino, così mi sono messa a scrivere. Ho iniziato con una lettera a zia Sara, che non sta passando un bel periodo, e visto che mi è riuscita bene ho iniziato a stendere il racconto con tutti i risvolti della tua nascita. E' un modo come un altro per buttare fuori tutte le tensioni e le frustrazioni che ho vissuto in questi mesi. Il tuo papà invece suona la chitarra fino a notte inoltrata, perché prima mi aiuta mettendo a dormire Ezio che è un po' più birichino di te. Anch' io faccio spesso fatica a farti addormentare, perché ti piace chiacchierare con il tuo ciuccio e
finché non te lo bagno nel miele non ne vuoi proprio sapere di fare la nanna. Dimenticavo, la cosa più importante: io, Ezio e papà ti vogliamo un gran bene .

La tua storia inizia così…

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27 aprile 2006 ore 6.00 circa

Una notte come tante altre; ti alzi nel mezzo della notte per andare a prendere tuo figlio che ti chiama dalla stanza accanto perché si è svegliato e vuole stare con te. So cosa si pensa al riguardo: è una cattiva abitudine che hanno molti genitori quella di tirarsi i figli a letto pur di dormire qualche ora di seguito. Non so se io sia più giustificata di tante altre mamme, ma avere il piccolo Ezio tra me e Alessandro è diventato quasi un rito che si ripete da qualche mese. E' come rimanere avvolti dal piumone d'oca, nonostante aprile sia giunto quasi a termine. Al momento sto aspettando una bambina, Zoe
e sono alla ventiseiesima settimana +1 giorno. Voi direte "Fantastico, tanti auguri !!!" E io dovrei rispondervi "Grazie!", ma … c'è un ma …


Credo non siano trascorsi dieci minuti dal mio ritorno a letto con il piccolo Ezio quando avverto una sensazione … è indescrivibile a parole.

Cominciamo dall'inizio. La gravidanza di Zoe inizia verso la metà di novembre. Voluta ma inaspettata è una di quelle cose che ti capitano tra capo e collo; da una parte sei felice, dall'altra sei spaventata per la logistica delle cose. A me è capitato così. Sono mamma di un bambino di otto mesi, quindi si può ben capire che quando ho scoperto di essere rimasta nuovamente incinta mi sono sentita non so definire come. Ma mentre guardavo il tester diventare rosso ho ripensato alla mia vita, alla gravidanza di Ezio, al parto avuto con lui, e al fatto che se fosse stato positivo, Ezio e il futuro fratellino o sorellina avrebbero avuto solo 16 mesi di differenza. Superato il primo ostacolo io e Alessandro ci siamo fatti forza e consapevoli che saremmo diventati genitori per la seconda volta, abbiamo iniziato questa grande avventura assieme al piccolo Ezio. Avventura. Sì è così che voglio definire la gravidanza di Zoe, perché ciò è stata fin dall' inizio. Passati i primi mesi, che sono quelli che ti destabilizzano un po' per via dello scombussolamento ormonale, gli sbalzi di umore, la fatica e la stanchezza che comportano un bambino piccolo, la gestione della casa ecc. ecc., arrivò finalmente marzo. Mese in cui avremmo scoperto l'identità di nostro figlio. Maschio o femmina?. Nel mio cuore è sempre stata Zoe. Infatti ci eravamo ripromessi che avremmo deciso il nome del maschietto solo se ci avessero detto che tale sarebbe stato. Arrivò l’11 marzo, giornata campale: visita dalla dottoressa Molinari. Perché campale? Perché si sa quando si arriva, ma mai quando si torna a casa. Nonostante questo piccolo disagio mi piace; è una dottoressa concreta, di poche parole -a volte troppo- asciutta nei modi di fare, ma a mio modesto parere, un eccellente medico. Mi sentivo tranquilla e per una coppia che aspetta un bambino è di fondamentale importanza avere fiducia nel medico che segue la gravidanza. - "Tutto bene. Il bambino sta bene. Probabilmente è una bambina, ma c'è il cordone ombelicale tra le gambe e non riesco a vedere bene". - Queste furono le sue parole. Delusa per non aver avuto la certezza del sesso del mio bimbo, chiesi se gravidanza procedesse per il meglio. In quel momento, la dottoressa stava scrivendo sulla cartella ecografica gli esiti della visita, quando si fermò e con molta cautela mi disse: "La sua placenta si è attaccata molto vicina al collo dell’utero; In genere una placenta previa si diagnostica all’ inizio del terzo trimestre, perché nel frattempo potrebbe spostarsi, quindi dobbiamo aspettare". Io giustamente chiesi cosa avrebbe potuto comportare al feto una diagnosi del genere. La risposta fu: "Delle complicazioni; e più probabilmente dalla ventiseiesima settimana in poi. La cosa peggiore che può succedere è un distacco di placenta con conseguente parto prematuro". Un brivido mi salì lungo la schiena. La paura di perdere il mio bambino in un'età gestazionale avanzata mi spaventava, avendone già perso uno. Capito il disagio che mi aveva provocato quella notizia, mi rassicurò dicendo che comunque era il massimo che poteva succedere e che gravidanze simili arrivavano anche a termine senza problemi. Mi raccomandò riposo e niente rapporti. Tornai a casa più tranquilla e la prima cosa che feci fu riferire ad Alessandro l'accaduto; poi mi collegai in internet per capire cosa volesse dire PLACENTA PREVIA.