28 febbraio 2008

Sondaggio dedicato alla mente









Quali di queste tre immagini vi fa pensare...
alla mente,
al messaggio,
ai pensieri che ci frullano tra i capelli.

Sto lavorando per noi .
Per far estinguere i numerosi meme...
E le numerose catene di S. Antonio.
che rispetto parlando per il santo...
Hanno rotto le P...e!

Questo è un appello silenzioso di Janas...
Chissà se si è svegliata dalla stesura del suo ultimo meme!

Votate il sondaggio... Mi aiuterete a trovare un simbolo che premi veramente, quanti si impegnano quotidianamente a lanciare un messaggio nuovo, positivo, e originale nel mondo dei Blog.
Io ci provo.

Se vi va, lasciate in vostro pensiero sarà gradito.

26 febbraio 2008

Meme

Ho chiesto alla maga delle spezie : cos’è un meme? La sua risposta è arrivata in un battibaleno e in meno di ventiquattro ore Rosy mi ha nominato?

Meme

" un meme è una riconoscibile entità di informazione relativa alla cultura umana che è replicabile da una mente o un supporto simbolico di memoria - per esempio un libro - ad un'altra mente o supporto. In termini più specifici, un meme è "un'unità auto - propagatesi" di evoluzione culturale, analoga a ciò che il gene è per la genetica. La parola è stata coniata da Richard Dawkins nel suo controverso libro Il gene egoista (The Selfish Gene, 1976)."

Nell'ambiente dei blogger, per come me l'ha descritto Jeko, un meme diventa una sorta di Catena di Sant'Antonio tematica, dove gli "invitati" devono riportare nel proprio blog lo stesso tema e a loro volta invitare altri blogger.
Così descritto, il Meme diventa un potente mezzo di circolazione delle informazioni...

. Certo che di tutto pensavo, ma non di beccarmi un meme in meno di due mesi dalla mia entrata nel blog.

Mettere sette segreti nel blog non è facile! Se si chiamano segreti perché svelarli? Vediamo che si puo fare…

Questo questionario , è uno dei tanti che gira per la blogsfera, bisogna raccontare sette segreti e trovare sette altre persone a cui farli raccontare.

le regole del gioco sono:

  1. le regole del gioco copierai
  2. 7 dei tuoi segreti svelerai
  3. 7 felici vincenti individuerai
  4. un messaggio per avvisarli invierai
  5. a consultare il tuo blog li inviterai

  1. Non ho mai detto a mio nonno Mario che gli volevo bene, e quando mi ha lasciato ho avuto questo rimorso per parecchi anni.
  2. Sembro un vulcano in eruzione , lo faccio per nascondere le mie insicurezze.
  3. Amo scrivere da circa un anno, lo faccio per sopprimere la mia solitudine interiore.
  4. Amo profondamente i miei figli, (forse non si era capito!). E desidero per loro un futuro il più sereno possibile. Forse sbaglio, ma chi non lo vorrebbe! Cerco tutti i giorno di renderli autonomi nelle loro scelte, e nei loro pensieri. Non tralasciando il rispetto altrui.
  5. Ho un solo desiderio che mi divora … Veder crescere Ezio e Zoe.
  6. Mia madre si è sposata tre volte… Personalmente spero di poter invecchiare bene con il mio Alessandro.
  7. E in fine… Ho un grosso rammarico, che credo mi porterò dietro per il resto dei miei giorni… (Senza drammatizzare). Non aver visto nascere i miei bambini, mi manca il ricordo del loro primo respiro, primo pianto, primo sguardo.

E ora vediamo a chi sono i fortunati vincitori.... Ta, taaaaa!!

A Luigina , perché si è dimostrata tenace nelle sue scelte e ce l’ha fatta.

A Dama verde, per la cultura che trasmette quotidianamente con i suoi post.

A Chiara , per il suo impegno a non far morire due volte un grande artista L. Pogliaghi.

A Sgamas, per il suo impegno a descrivere la sua quotidianità, di un giovane alla ricerca del suo vero io.

A Serena, per le sue meravigliose foto e le sue luminose riproduzioni di pittura.

Al blog , La luna nel pozzo, per descrivere introspezione dell’ anima.

A Rob per il suo altruismo, per il suo impegno ad essere positivo con i dubbi del quotidiano.

25 febbraio 2008

Opera incompiuta



Non ho mai amato dipingere ad olio... questa rimane la prima e l'unica delle mie riproduzioni terminata dal maestro.


preferisco acquerellare .

JPZ 2001

FBL - Fa Balà Lòg (fai ballare gli occhi)

Il maestro

Il post di oggi, è ispirato ad un grande amico… Rino. Artista a 360°. Pittore, ceramista, apicoltore, gastronomo e in fine un eccellente cuoco. Lo conosco da circa quattordici anni, anni in cui ho saputo apprendere facendo ballare i miei occhi, per l’appunto. Lui è un convito sostenitore del motto coniato qui sopra: “Se si vuole imparare a costruire, creare qualcosa di proprio, bisogna prima essere dei grandi osservatori, e saper rubare con furbizia le doti di altri... Guardando. metterle , poi in pratica con creatività propria”. Ho avuto la fortuna di lavorare con lui qualche anno, la cosa che amo di più è vederlo lavorare con le sue dita. Si, perché il maestro non lavora con le mani ma con le dita. Con maestria e grande abilità maneggia e trasforma cibi, colori , crete e mieli… rendendoli tutti, delle vere e proprie opere d’arte. Amante di Caravaggio per le sue splendide opere di luce, Rino oggi, crea con il cibo dei veri e propri dipinti, trasformando frutta , vegetali e quant’ altro in vere e proprie estemporanee commestibili. Perché vi parlo di lui: Perché sono una ferrea sostenitrice …Che: Più cose si sanno fare nella vita, meno si ha bisogno dell’ aiuto materiale di altri. Io ho imparato a mie spese ad essere indipendente,( non denigrando l’aiuto a nessuno), ma oggi vivendo in un mondo globalizzato, dove non esiste più nessuno che sappia fare un lavoro concreto , imparato in bottega dal padre o dal nonno, rimpiango amaramente il passato. Dove esisteva la piccola bottega artigiana che ti riparava le scarpe, o il ferramenta dove si poteva comprare qualsiasi tipo di utensile , e al di là del banco si trovava la competenza, la cordialità, la professionalità di un lavoro tramandato di generazione in generazione. Oggi si vive nella spersonalizzazione, e il mio caro amico Rino, rimane una mosca bianca in mezzo a questo brutto mondo, fatto di mega distribuzioni. Ho imparato da lui a essere competente e professionale, non importa cosa io stia facendo. Mettendo in pratica, nella vita di tutti i giorni la regola FBL. Con umiltà, e senza presunzione di saper fare di più di altri, ogni giorno cerco di applicare questa semplice regola. Anche nell’ leggere commenti di altre persone si apprende qualcosa di cui non si era a conoscenza. Non bisogna fermarsi di osservare , solo perché si è laureati. La laurea non è un arrivo per uno studente , deve essere una partenza. Un parto non è un arrivo, ma è una partenza , per una madre che si trova a dover crescere un figlio. L’umiltà deve essere alla base dell’ apprendimento, l’umiltà, fa vedere cose nascoste, sfumature che non si vedrebbero se non con il ballo degli occhi. Grazie Rino.


Una sua opera di pasticceria

Le sue api

Una sua composizione gastronomica


PS : Un grazie anche alla cara amica Lorena impagabile compagna di vita e d'avventura, dell' amico Rino.
Se doveste passare da Oggiona (Va) ... Fate un salto alla loro locanda ... Non ve ne pentirete.
La Locanda dell' orso e il miele.

22 febbraio 2008

interpretazioni





Ad ognuno di noi, capita di interpretare un immagine senza parole. Da un giornale , da una foto, da un dipinto. Tra i molti scatti che io e Alessandro facciamo, a volte ci capitano queste estemporanee. Personalmente, rimango senza parole. Per l'intensità, Per la forza, la spontaneità... di un semplice gesto che fa da cornice. Dove solo il suono di un vecchio mandolino prevale su tutto il resto ... Dove l'amore puro e sincero, colora e sfuma le ombre, rendendo il tutto caldo e omogeneo. Interpretate l' immagine per voi! A me ... Solo il vostri pensieri.

Creatività



Ma chi è Jimy Hendrix! ...

21 febbraio 2008

il volo


IL GABBIANO JONATHAN LIVINGSTON

di Richard Bach

Il gabbiano Jonathan Livingston non è un gabbiano come tutti gli altri. E’ un gabbiano che scopre la bellezza di librarsi nel cielo, che cerca la perfezione nel volo perché crede che il volo stesso abbia una sua insita bellezza. Non vuole più seguire la massa, rifiuta la vita dello stormo, non vuole volare solo alla ricerca di cibo, ma aspira ad un ideale diverso, ad un ideale di libertà, di spazi e cieli azzurri, di calore e luce, di soffio di vento e mare spumeggiante. Dal racconto emerge il desiderio di lottare e di distinguersi, di ottenere quello in cui crede anche a costo di non essere compreso dalla propria famiglia e dai propri simili, di essere etichettato come scomodo e ribelle. Atteggiamenti che potrebbero essere quelli di un uomo anticonformista, un uomo che cerca di raggiungere i propri traguardi, la propria forma di successo anche quando non rappresenta quanto la società si attende da lui. Diventa così il simbolo di chi ha il coraggio di seguire la propria legge interiore e non si lascia influenzare dai pregiudizi degli altri. E’ una metafora che riflette la condizione umana troppo spesso costretta in schemi e ruoli ingessati che non lascia spazio alla fantasia, alle aspirazioni e ai sogni.

Bach, che oltre ad essere scrittore è anche pilota, riesce ad affascinare con una storia semplice dal clima narrativo insolito e a trasmettere emozioni e desiderio di avventura. E’ forse un monito, un invito a non perdersi d’animo, a seguire la propria natura e a non smettere mai di osare.


Mi ha sempre affascinatola trama di questo libro, la storia di questo gabbiano che rifiuta la vita dello stormo per puntare verso la perfezione del volo. Il nostro destino dipende da noi, dalle nostre piccole scelte di ogni giorno. L'obiettivo più grande! raggiungere è l'amore: amare vuol dire non poter fare a meno di donare agli altri le cose belle che si possiedono. La scelta di grandi ideali dovrebbe permette di far crescere nell'amore. Tocca a noi scoprire le nostre grandi potenzialità. L'unica vera legge è quella dell'amore, che permette di superare tutte le limitazioni e svolgere il compito più difficile: amare e scoprire il bene che ciascuno di noi ha dentro di se. Il vero ideale è diventare veramente quello che siamo già...

"Al vero Gabbiano Jonathan, che vive nel profondo di tutti noi"

Il tempo


“lo scrivere emozioni e sensazioni, pensieri in libertà, che restano liberi anche mentre persone come te, come Luigina, li leggono, assaporandoli, respirandoli, vivendoli e dandogli nuova vita, trasformandoli e dipingendoli con colori diversi, i tuoi, i suoi... lo scrivere come un passaggio, un battito di ali o di ciglia, un'onda del mare o una folata di vento, come chiudere gli occhi e trovare i tuoi pensieri lì ad aspettarti, davanti ai tuoi occhi...
perché lo scrivere è un volo, dentro e fuori di sé...ma al tempo stesso sottrae parzialmente la mente al volo...una penna, una tastiera... soltanto un passaggio, un mezzo, una scusa, per dare forma a quel volo... si potesse scrivere ad occhi chiusi.. per lasciare intatto il pensiero, il fascino della mente, assoluta mente, profonda mente, immensa mente...”

Queste brevi, ma intense righe sono una parte di una lettera che Gico66 mi ha dedicato su un post di Luigina. Spero non ti dispiaccia Luigina se te le ho rubate per fare il post di oggi. Caro Gico 66, le tue parole mi hanno fatto tornare in mente un libro che ho letto più di dieci anni fa. Il gabbiano Jonathan Livingston. Un libro che mi regalò un amico conosciuto per caso, in un pomeriggio del lontano dicembre del 1995. Ringraziandomi per averle donato la cosa più preziosa che abbiamo; Immateriale, perché non si vede: Alcuni attimi del mio tempo. Lo scrivere questi brevi pensieri che mi passano tra i capelli, arruffandomeli mi fanno sentire come il gabbiano in questione… Grazie per avermi donato alcuni attimi del tuo tempo.

20 febbraio 2008

I sogni


Circa un anno fa, quando io e Alessandro intuimmo che Zoe era fuori pericolo dai disagi avuti con la sua nascita prematura. Ci venne spontaneo cercare una musica e una canzone da dedicarle per il suo primo compleanno. Noi avevamo osato sognare ... e il sogno si avverò veramente.


la su da qualche parte
sopra l'arcobaleno
volano uccelli blu
e i sogni che hai osato fare,
si realizzano veramente.





Somewhere Over The Rainbow


Titolo: Somewhere Over The Rainbow
Titolo Tradotto: Da Qualche Parte Sopra L'arcobaleno


Da qualche parte sopra l'arcobaleno
proprio lassù, ci sono i sogni che hai fatto
una volta durante la ninna nanna
da qualche parte sopra l'arcobaleno
volano uccelli blu e i sogni che hai fatto,
i sogni diventano davvero realtà

un giorno esprimerò un desiderio
su una stella cadente
mi sveglierò quando le nuvole
saranno lontane dietro di me
dove i problemi si fondono come gocce di limone
lassù in alto, sulle cime dei camini
è proprio lì che mi troverai
da qualche parte sopra l'arcobaleno
volano uccelli blu e i sogni che hai osato fare,
oh perché, perché non posso io?

Beh vedo gli alberi del prato e
anche le rose rosse
le guarderò mentre fioriscono
per me e per te
e penso tra me e me
"che mondo meraviglioso!"

Beh vedo cieli blu e nuvole bianche
e la luminosità del giorno
mi piace il buio e penso tra me e me
"che mondo meraviglioso!"

I colori dell'arcobaleno così belli nel cielo
sono anche sui visi delle persone che passano
vedo degli amici che salutano
dicono "come stai?"
in realtà stanno dicendo "ti voglio bene"
ascolto i pianti dei bambini
e li vedo crescere
impareranno molto di più
di quello che sapremo
e penso tra me e me
"che mondo meraviglioso!"

un giorno esprimerò un desiderio
su una stella cadente
mi sveglierò quando le nuvole
saranno lontane dietro di me
dove i problemi si fondono come gocce di limone
lassù in alto, sulle cime dei camini
è proprio lì che mi troverai
da qualche parte sopra l'arcobaleno
ci sono i sogni che hai osato fare,
oh perché, perché non posso io?



18 febbraio 2008

Una questione di autocoscienza



Questa mattina sveglia all’ alba. Ore 6.45, mi lavo , mi vesto, e quasi con un filo d’emozione mi reco in ospedale… Nessun allarmismo! La mia prima donazione dopo quasi quattro anni ... Sono iscritta all’AVIS da circa dieci anni, non ci sono arrivata per caso, ma per una sorta di autocoscienza. Oggi, come dieci anni fa, si vive , e si viveva … Nell’ incertezza... Non parlo di lavoro, ma ben si di una cosa ben più preziosa. La nostra salute. Ora non starò a fare un elenco infinito del nostro servizio sanitario “funziona! Non funziona!” … Non parlerò dello scandalo sacche infette degli anni 90. Non sta a me giudicare. Ma vi parlerò di un gesto di estrema generosità e altruismo. Donarsi per donare.

Il pomeriggio in cui decisi di recarmi al centro trasfusionale dell’ ospedale della mia città, ero nervosa, forse anche arrabbiata, con una persona che aveva messo in discussione il mio stato di salute. (Lui! donatore di sangue convinto. Come osava mettere in discussione la mia salute!) Se non si ha una relazione più che stabile, senza patner occasionali … (Si è per forza tutti malati?) ... Quando si conosce qualcuno, non ci si può imbattere , in domande del tipo: “ ma posso star tranquillo?” … Non ricordo cosa risposi in quella occasione, ma rimasi sicuramente interdetta dal quesito. Ognuno di noi sa cosa fa con propria sessualità, sa chi frequenta, sa dei rischi a cui può andare incontro, se tiene un comportamento sessuale a rischio. Nonostante avessi le sicurezze che fosse tutto apposto, quella domanda mi turbò tantissimo, quasi mi offese. Con il senno di poi, e riflettendo con sana lucidità mi resi conto che quella domanda era più che legittima. Cosa avrei fatto, io, al posto di quel bel giovanotto che chiedeva … Per coscienza propria, mi poneva un giusto quesito per evitare di esporsi ad una situazione a rischio, di malattie sessualmente trasmissibili. La mia risposta! Fu immediata … Avrei fatto esattamente la stessa cosa. Qualcuno si chiederà: “Ma non aveva la certezza matematica sulla mia salute” … E’ vero, come non ce l’ ha nessuno di noi. Si tengono comportamenti a rischio tutti i giorni, non solo con il sesso … Il giorno dopo questo episodio mi iscrissi all’ AVIS … Dopo i dovuti controlli ematici e dopo una rigorosissima visita medica fui abilitata alle donazioni. Credo non sia importante il modo in cui si arrivi a fare il donatore, l’ importante e arrivare a farlo. A ogni individuo in buona salute dovrebbe porsi il quesito di auto coscienza (Io posso diventare donatore?) ... Si eviterebbe di far arrivare sacche di sangue dall’ estero, ogni ospedale coprirebbe il proprio fabbisogno, e starebbe più tranquillo anche quel paziente che riceve la sacca di sangue. Visto che il sangue italiano è uno dei più controllati al mondo.

La sinfonia cambia, quando ti trovi sul tavolo operatorio e vieni sottoposto ad una trasfusione per una emorragia di quasi quattro litri di sangue. L’ importanza del donatore diventa vitale, indispensabile, l’umiltà di quel semplice gesto diventa enorme. Quando ora mi trovo su quella sedia so di avere una grossa responsabilità umana, so quanto sia importante tenere un comportamento corretto, perché la responsabilità che ho, è di garantire una donazione pulita, immune da contaminazioni infette, ad un altro essere umano. Saper donare, un po’ di quel prezioso liquido rosso, può salvare una vita umana. E il piccolo sacrificio a cui mi sono sottoposta oggi non è poi così gravoso … Così ora faccio ritorno a casa ... Consapevole di aver fatto qualcosa di buono per qualcuno.

15 febbraio 2008

La cravatta personalizzata


Mannaggia! … Ma perché adoro le cravatte! ... Fin da bambina un accessorio maschile che mi ha sempre affascinato è la cravatta. A Berry si arrotoleranno le budella! Ma io che ci posso fare! ... So, che la cravatta rappresenta per tutti gli anticonformisti, un legaccio al collo …Ma io la trovo un “indumento” sensuale, elegante, prezioso. Ho provato ad entrare in qualche sito per documentarmi sulla storia della cravatta … Ho rinunciato a farlo … Esiste una vera e propria enciclopedia … Per i nodi, per la scelta dei colori, per l’abbinamento alla camicia o ai vestiti … Alla fine ho deciso di fare una ricerca introspettiva per capire, perchè adoro le cravatte … conclusione? … Le uniche foto che ho di mio padre… indossava una cravatta. Altarino svelato! … Ho idealizzato un accessorio! Sono impazzita! Noooooo!!!! Interpreto ciò che avrei voluto vedere, accarezzare, conoscere. Mio padre. Quando ero bambina: Adoravo indossare i suoi vestiti, ammiravo le sue cravatte come si adora un quadro di S. Botticelli, i colori, le fantasie, i tessuti, le rifiniture. Ho imparato a fare i nodi a otto anni. Ho amato indossarle nella mia adolescenza, anche se qualche volta mi sono “vergognata” di farlo, per conformismo. (La cravatta è un accessorio tipicamente maschile). Finche un caro amico; Roberto di Ferrara, mi disse di andare oltre il pensiero della gente, di non vergognarmi di esibire una cravatta, ma di mostrarne una più preziosa... La cravatta più preziosa! … quella che era in me… Perché era formata da molti colori e molteplici sfumature. La mia personalità.

13 febbraio 2008

Nonna Vincenza e san Valentino



Jasna a sei mesi- con nonna Vincenza

Diceva: "Compio gli anni nella festa degli (innemorati)!"

Oggi dedico un pensiero ad una donna speciale. Non perché è San Valentino … Ma perché oggi avrebbe compiuto ben 98 anni. Mi ha lasciato dodici anni fa. Nella vita di un essere umano transitano molti affetti: I genitori, i fratelli, i nonni, gli amici, gli amanti, le mogli e i mariti … E di nuovo i figli che a loro volta diventeranno genitori e così via.

Non ho molti ricordi con lei da bambina, ma ne ho molti di quando ho fatto ingresso nel famigerato mondo degli adulti. Mia nonna Vincenza… Che donna! … mi rendo conto adesso, quanto l’ ho amata e quanto le sono grata per ciò che mi ha donato in modo del tutto gratuito e sincero. Mi manca tantissimo, perché so che avrebbe amato profondamente i miei figli, mio marito, e le scelte che ho fatto. Le cose che ricordo di più di lei sono i suoi pensieri . Comunista convinta, partigiana nel sangue, estremamente corretta e leale, generosa, caparbia tanto da togliere il saluto se ciò che sosteneva era ciò in cui credeva. Ha rischiato il campo di concentramento per aver fatto volantinaggio… si salvò solo, perché non furono mai trovate le prove a suo carico. Prove abilmente nascoste dietro uno specchio. Cuoca eccellente… Tanto che mi insegnò a fare pasta, ravioli, risotti, brasati, lasagne… Tutto rigorosamente fatto a mano. Quando ero bambina adoravo vederla tirare la pasta, cosa che non si vede più fare. Il suo motto? : “La mia fede è la mia coscienza”… Con questa frase riuscì a far star zitto un prete venuto per tentare di convertirla. Inutile dire che non ci riuscii. Quando a vent’ anni decisi che dovevo spiccare il volo, mi prese con se… mi disse: “ Se ti impegni seriamente, ti insegno a cucinare, e richiamo tutti i miei vecchi clienti ( allora la gente bene di Legnano) … E ti faccio vendere ciò che fai. Così sarai indipendente per i tuoi vizi: Io non voglio niente”. All’ epoca mi ero appena trasferita dalla sperduta provincia veneta, nella sperduta provincia milanese. Un travaso angosciante, senza lavoro, senza affetti concreti, da sola, solo con questa nonna meravigliosa, che mi ha insegnato a far spuntare le ali, e a non aver paura. Grazie cara nonna… Ti auguro buon compleanno . Ti ho voluto veramente bene. Jasna

11 febbraio 2008

Angeli

Suicidio d'amore


Lascia che sia la sera a spargersi nei viali
Mentre mi volto indietro e svuoto la valigia
Rimangono i capelli, le punte fragili
E gli occhi rossi rossi contro vento

Angelo mio saltiamo
in fondo al buio andiamo
cadendo giù per sempre liberi

Angelo mio saltiamo
Spaccami il cuore piano
Portami ovunque senza andare via
Basterà

Abbracciami
niente ci può sciogliere
Ancora i tuoi sospiri le notti a ridere

Lascia che sia la sera a farci illudere
Prima che passi questa notte invano

Angelo mio saltiamo
In fondo al buio andiamo
Cadendo giù per sempre liberi

Amore mio ti amo
Spaccami il cuore piano
Solo uno sguardo prima di andar via
Basterà

Abbracciami
Ci troverà la sera
Ci troverà la sera
Ci troverà insieme

8 febbraio 2008

Pensieri in musica


Qualcosa che non c'è


Tutto questo tempo a chiedermi
Cos’è che non mi lascia in pace
Tutti questi anni a chiedermi
Se vado veramente bene
Così
Come sono
Così

Così un giorno
Ho scritto sul quaderno
Io farò sognare il mondo con la musica
Non molto tempo
Dopo quando mi bastava
Fare un salto per
Raggiungere la felicità
E la verità è

Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c’è
Invece di guardare il sole sorgere

Questo è sempre stato un modo
Per fermare il tempo
E la velocità
I passi svelti della gente
La disattenzione
Le parole dette
Senza umiltà
Senza cuore così
Solo per far rumore

Ho aspettato a lungo
Qualcosa che non c’è
Invece di guardare
Il sole sorgere

E miracolosamente non
Ho smesso di sognare
E miracolosamente
Non riesco a non sperare
E se c’è un segreto
E’ fare tutto come
Se vedessi solo il sole

Un segreto è fare tutto
Come se
Fare tutto
Come se
Vedessi solo il sole
Vedessi solo il sole
Vedessi solo il sole

E non

Qualcosa che non c’è...

5 febbraio 2008

Erba


Dopo mezza giornata all' ospedale con la piccola Zoe a Como ... Mi ritrovo qui davanti al mio pc a fare delle piccole considerazioni... Zoe sta bene, sta crescendo bene... Altri bimbi che ho visto questa mattina c'è chi sta bene, e chi sta meno bene... Tutti, accompagnati da genitori più o meno apprensivi, giustamente preoccupati per lo sviluppo psicomotorio dei proprio bimbo. E tutti si chiedono: (mio figlio riuscirà a parlare, a camminare a sorridere a pensare come qualsiasi altro bambino?) ... Perché dico questo? ... Perché all' alba delle 14.00, mangio un pasto fugace e inizio a spulciare i blog dei miei nuovi amici... Come ultimamente accade, il post che mi colpisce di più è quello di Alessandro, mio marito, che si è creato nel suo sito un posticino per i suoi pensieri ... Oggi parla del caso di Erba , e di tutti quei bambini che non hanno avuto giustizia con la giustizia (Scusate il gioco di parole)...Lenta e schifosamente contorta del nostro amato paese. Alla fine della lettura del suo post... Ho pensato a questi bambini che non hanno colpe se non voler comunicare come ne sono capaci... Urlando , giocando , facendo rumori, piangendo, saltando ... Ma a qualcuno non va bene ... e si avvale della facoltà di far fare definitivamente silenzio.

Il Pensiero di Alessandro: Dal sito -www.alevid.it-

"Erba" ha sempre identificato un tenero fusto verde che ricopre superfici di terreno a volte rendendole particolarmente piacevoli. Poi che dire... identifica geograficamente in modo proprio una cittadina comasca.... col passare degli anni identifica in gergo una droga..... e adesso guarda un po': MORTE e FARSA in TV. Personalmente, non sono un grande navigatore e a pensarci bene non guardo nemmeno più la televisione e i giornali: sono molti i fatti che mi sfuggono al punto che talvolta offro l'impressione di uno sprovveduto cavernicolo di fronte ai miei amici maghi e divoratori della cronaca del quotidiano. Francamente, da quando i miei due marmocchi mi costringono a vedere Winnie Pooh all'ora di pranzo godo di una migliore digestione. Purtroppo capita che, come oggi, i clienti della farmacia mi lascino qualche minuto libero e navigo tra i fatti di cronaca. Prima pagina di Libero.it: Erba, il processo multimediale. Ci risiamo, buffonata giornalistica alla "grande fratello"... Ma a chi importa, oggi funziona tutto così. Il mondo del morboso e dei ficcanaso incanta nei modi e nell'apparire: lo spettacolo innanzitutto, Cogne non è stato un caso....

Qualcuno si accontenta della facciata: tutto sembra essere, ma non è. Siamo nella società della tolleranza. Fanno bene, fanno male... i giornalisti, ma guarda se si può..... tutto pro e tutto contro... e ci si ferma lì. Parliamo, parliamo, in fondo siamo tutti opinionisti.

Nel mucchio di parole, cerchiamo con attenzione: a volte le perle si confondono nel liquame. Parliamo delle cose, delle persone importanti.

Youssef, Tommy, Samuele, Matilda vittime, come tanti altri bimbi, dell'universo dei grandi. Rivolgo un pensiero d'amore a tutti i bambini che soffrono. Maledetti coloro che ne determinano la sofferenza e la morte. Maledetti coloro che non sanno tutelare le creature più dolci e straordinarie del creato.

1 febbraio 2008

Piccole considerazioni

A volte penso se vorrei vivere da un’altra parte, in un altro paese! …


Alla fine credo, che le rinunce che farei sarebbero troppe! …
e rimango dell’ idea...
Che l’ Italia con tutti i suoi problemi, con tutte le sue contraddizioni,
rimane lo stivale che calzo meglio... Che più ho amato sfoggiare...
Nei miei brevi viaggi all’estero.

Sondaggio


Questo vuole essere un appello ai visitatori del mio blog...
Votate il mio sondaggio... Non è li per caso! Non costa nulla ed è anonimo... E darà modo a me la prossima settimana di scrivere un post sul argomento...
Vi garantisco ... molto interessante.