18 febbraio 2008

Una questione di autocoscienza



Questa mattina sveglia all’ alba. Ore 6.45, mi lavo , mi vesto, e quasi con un filo d’emozione mi reco in ospedale… Nessun allarmismo! La mia prima donazione dopo quasi quattro anni ... Sono iscritta all’AVIS da circa dieci anni, non ci sono arrivata per caso, ma per una sorta di autocoscienza. Oggi, come dieci anni fa, si vive , e si viveva … Nell’ incertezza... Non parlo di lavoro, ma ben si di una cosa ben più preziosa. La nostra salute. Ora non starò a fare un elenco infinito del nostro servizio sanitario “funziona! Non funziona!” … Non parlerò dello scandalo sacche infette degli anni 90. Non sta a me giudicare. Ma vi parlerò di un gesto di estrema generosità e altruismo. Donarsi per donare.

Il pomeriggio in cui decisi di recarmi al centro trasfusionale dell’ ospedale della mia città, ero nervosa, forse anche arrabbiata, con una persona che aveva messo in discussione il mio stato di salute. (Lui! donatore di sangue convinto. Come osava mettere in discussione la mia salute!) Se non si ha una relazione più che stabile, senza patner occasionali … (Si è per forza tutti malati?) ... Quando si conosce qualcuno, non ci si può imbattere , in domande del tipo: “ ma posso star tranquillo?” … Non ricordo cosa risposi in quella occasione, ma rimasi sicuramente interdetta dal quesito. Ognuno di noi sa cosa fa con propria sessualità, sa chi frequenta, sa dei rischi a cui può andare incontro, se tiene un comportamento sessuale a rischio. Nonostante avessi le sicurezze che fosse tutto apposto, quella domanda mi turbò tantissimo, quasi mi offese. Con il senno di poi, e riflettendo con sana lucidità mi resi conto che quella domanda era più che legittima. Cosa avrei fatto, io, al posto di quel bel giovanotto che chiedeva … Per coscienza propria, mi poneva un giusto quesito per evitare di esporsi ad una situazione a rischio, di malattie sessualmente trasmissibili. La mia risposta! Fu immediata … Avrei fatto esattamente la stessa cosa. Qualcuno si chiederà: “Ma non aveva la certezza matematica sulla mia salute” … E’ vero, come non ce l’ ha nessuno di noi. Si tengono comportamenti a rischio tutti i giorni, non solo con il sesso … Il giorno dopo questo episodio mi iscrissi all’ AVIS … Dopo i dovuti controlli ematici e dopo una rigorosissima visita medica fui abilitata alle donazioni. Credo non sia importante il modo in cui si arrivi a fare il donatore, l’ importante e arrivare a farlo. A ogni individuo in buona salute dovrebbe porsi il quesito di auto coscienza (Io posso diventare donatore?) ... Si eviterebbe di far arrivare sacche di sangue dall’ estero, ogni ospedale coprirebbe il proprio fabbisogno, e starebbe più tranquillo anche quel paziente che riceve la sacca di sangue. Visto che il sangue italiano è uno dei più controllati al mondo.

La sinfonia cambia, quando ti trovi sul tavolo operatorio e vieni sottoposto ad una trasfusione per una emorragia di quasi quattro litri di sangue. L’ importanza del donatore diventa vitale, indispensabile, l’umiltà di quel semplice gesto diventa enorme. Quando ora mi trovo su quella sedia so di avere una grossa responsabilità umana, so quanto sia importante tenere un comportamento corretto, perché la responsabilità che ho, è di garantire una donazione pulita, immune da contaminazioni infette, ad un altro essere umano. Saper donare, un po’ di quel prezioso liquido rosso, può salvare una vita umana. E il piccolo sacrificio a cui mi sono sottoposta oggi non è poi così gravoso … Così ora faccio ritorno a casa ... Consapevole di aver fatto qualcosa di buono per qualcuno.

4 commenti:

Luigina ha detto...

Grande Jasna!Ogni tuo post rivela un aspetto positivo della tua persona. Avrei tanto voluto essere anch'io donatrice di sangue quando il comune della mia città lo chiese a tutti i cittadini dopo il terremoto del Friuli. Gabriele ed io rispondemmo immediatamente all'appello.Io però ci rimasi malissimo, perché fui rifiutata in quanto ipotesa, nonostante il mio gruppo sanguigno fosse molto prezioso in quanto donatrice universale e vivo questa cosa come un handicap. Ho finito di leggere il libro. Presto ti manderò una mail con il mio commento e quello di Gabriele. Sono stata un po' indaffarata in questi giorni. A presto

Jasna ha detto...

@ Luigina ci hai provato, e questa è una grande prova di umiltà. Se tutti provassero a vedere se sono idonei... Quanti malanni si eviterebbero. Aspetto la tua mail

Melina2811 ha detto...

E' da apprezzare chi dona il sangue, anche se io di fatto non ne ho mai avuto il coraggio, spero di superare il tutto e di farlo in seguito. Non sono una persona a rischio e quindi lo potrei fare sicuramente.

Jasna ha detto...

Grazie melina, Purtroppo tante persone si fermano davanti alla sacca di sangue, o alla dimensione dell' ago. A me fortunatamente non impressiona il sangue... Ammetto di chiudere gli occhi quando mi infilano l'ago nel braccio. Non sento male! Ciao