
Questa mattina sveglia all’ alba. Ore 6.45, mi lavo , mi vesto, e quasi con un filo d’emozione mi reco in ospedale… Nessun allarmismo! La mia prima donazione dopo quasi quattro anni ... Sono iscritta all’AVIS da circa dieci anni, non ci sono arrivata per caso, ma per una sorta di autocoscienza. Oggi, come dieci anni fa, si vive , e si viveva … Nell’ incertezza... Non parlo di lavoro, ma ben si di una cosa ben più preziosa. La nostra salute. Ora non starò a fare un elenco infinito del nostro servizio sanitario “funziona! Non
funziona!” … Non parlerò dello scandalo sacche infette
degli anni 90. Non sta
a me giudicare. Ma vi parlerò di un gesto di estrema generosità e altruismo. Donarsi per donare.
Il pomeriggio in cui decisi di recarmi al centro trasfusionale dell’ ospedale della mia città, ero nervosa, forse anche arrabbiata, con una persona che aveva messo in discussione il mio stato di salute. (Lui! donatore di sangue convinto. Come osava mettere in discussione la mia salute!) Se non si ha una relazione più che stabile, senza patner occasionali … (Si è per forza tutti malati?) ... Quando si conosce qualcuno, non ci si può imbattere , in domande del tipo: “ ma posso star tranquillo?” … Non ricordo cosa risposi in quella occasione, ma rimasi sicuramente interdetta dal quesito. Ognuno di noi sa cosa fa con propria sessualità, sa chi frequenta, sa dei rischi a cui può andare incontro, se tiene un comportamento sessuale a rischio. Nonostante avessi le sicurezze che fosse tutto apposto, quella domanda mi turbò tantissimo, quasi mi offese. Con il senno di poi, e riflettendo con sana lucidità mi resi conto che quella domanda era più che legittima. Cosa avrei fatto, io, al posto di quel bel giovanotto che chiedeva … Per coscienza propria, mi poneva un giusto quesito per evitare di esporsi ad una situazione a rischio, di malattie sessualmente trasmissibili. La mia risposta! Fu immediata … Avrei fatto esattamente la stessa cosa. Qualcuno si chiederà: “Ma non aveva la certezza matematica sulla mia salute” … E’ vero, come non ce l’ ha nessuno di noi. Si tengono comportamenti a rischio tutti i giorni, non solo con il sesso … Il giorno dopo questo episodio mi iscrissi all’ AVIS … Dopo i dovuti controlli ematici e dopo una rigorosissima visita medica fui abilitata alle donazioni. Credo non sia importante il modo in cui si arrivi a fare il donatore, l’ importante e arrivare a farlo. A ogni individuo in buona salute dovrebbe porsi il quesito di auto coscienza (Io posso diventare donatore?) ... Si eviterebbe di far arrivare sacche di sangue dall’ estero, ogni ospedale coprirebbe il proprio fabbisogno, e starebbe più tranquillo anche quel paziente che riceve la sacca di sangue. Visto che il sangue italiano è uno dei più controllati al mondo.
La sinfonia cambia, quando ti trovi sul tavolo operatorio e vieni sottoposto ad una trasfusione per una emorragia di quasi quattro litri di sangue. L’ importanza del donatore diventa vitale, indispensabile, l’umiltà di quel semplice gesto diventa enorme. Quando ora mi trovo su quella sedia so di avere una grossa responsabilità umana, so quanto sia importante tenere un comportamento corretto, perché la responsabilità che ho, è di garantire una donazione pulita, immune da contaminazioni infette, ad un altro essere umano. Saper donare, un po’ di quel prezioso liquido rosso, può salvare una vita umana. E il piccolo sacrificio a cui mi sono sottoposta oggi non è poi così gravoso … Così ora faccio ritorno a casa ... Consapevole di aver fatto qualcosa di buono per qualcuno.
Commenti