31 gennaio 2008

Macchie ad olio



Ezio, ieri ha scoperto i pennelli e i colori ad olio, a casa della signora che mi aiuta, tenendolo con se, qualche ora al giorno. Ieri sera è arrivato a casa con un sorriso smagliante e mi ha detto : Mamma … guarda: Ho fatto un quadro! Apro questa vecchia agenda del ‘96 e vedo queste coloratissime pennellate a macchie , che Ezio ha composto, identificandole con gli animali che più gli piacciono in questo periodo… Le balene, i pesci, i pinguini…Di primo acchito ho pensato a Jackson Pollock , alle sue tele a macchie che tanto mi colpirono la prima volta che le vidi al Peggi Guggenheim museum di Venezia. Bisognerebbe avere una buona scorta di fantasia da bambino per tutta la vita. In modo da portela interpretare a nostro piacimento ogni volta che vogliamo.

Due parole su J. Pollok
Senz'altro Pollock è stato più radicale di altri nell'intraprendere un rapporto fisico, totale con i materiali, tela e colori che fossero. Nel tradurre quindi anche qui la sua istintualità in fattore artistico, facendo delle turbolenze inconsce materia e forma, alimento dell'arte.
Pollock dipinge a tutto campo, "all over". Dipinge gettando e facendo sgocciolare, quasi a consumare tutto il colore del mondo, i colori sulla tela. Dipinge buttando la tela a terra. Non solo ormai troppo grande per restare nobilmente appesa al cavalletto, ma soprattutto divenuta parte essa stessa del mondo. Dipinge mettendoci tutto se stesso, facendosi tutt'uno con il braccio che spruzza, getta, macchia, stende e oltraggia la tela. Ed è la famosa "Action paiting". La pittura insomma, diventa azione originaria, un particolarissimo "prius" che, nel capovolgimento totale dei valori artistici verificatosi nel Novecento, restituisce paradossalmente dignità all'artista.

Tratto da Repubblica


Opera di Ezio

26 gennaio 2008

La vita


Oggi mi sento così... Intensa, essenziale. Da esprimere ciò che provo con una poesia, che mi ha regalato la mia prof di italiano... Roberta B. La tengo gelosamente custodita all' interno del libro che ho scritto Per Zoe. Leggendo altri blog ho notato un comune denominatore: La paura della quotidianità, la paura della noia, la paura per l'incapacità di non provare emozioni travolgenti... E inevitabilmente si cade nel male comune...Che colpisce tutti noi. L'impotenza di non poter far nulla per cambiare questo mondo malato... Di guerre, povertà... E chissà cos' altro. Non ho una soluzione... Purtroppo... Credo che iniziare da noi stessi sia già un buon inizio per migliorare il mondo...Dando così ... Un futuro ai nostri figli, per quanto possibile migliore. E' umano aver paura per ciò che non si conosce, è umano aver paura dei cambiamenti... Ma alla fine sono quelli che ci fanno sentire vivi...

ççç

Lentamente muore chi diventa sciavo dell' abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marcia,

chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla e chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all' errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l' incertezza, per seguire un sogno,
chi si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l' amor proprio,
chi non si lascia aiutare;

Chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo...
Richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l' ardente pazienza porterà
al raggiungimento di una splendida felicità.
ççç

di Martha Medeiros

(Anche se è stata attribuita a P. Neruda)

21 gennaio 2008

Arnesi infernali





Non vi capita mai di pensare a ritroso?
A me ... Si! In questo lungo inverno tantissimo. Ieri sera la nostra amatissima Zoe ha dato il colpo di grazia al nostro DVD. Arnese infernale dei giorni nostri! Ma una specie di bacchetta magica per le generazioni di oggi. Infatti nonostante i miei due figlioli, abbiano in due, cinque anni... Utilizzano il dvd come una sorta di fata incantatrice...Nutrendosi di immagini e parole.
Non mi ritengo vecchia, eppure se penso all' emozione che provai la prima volta che mia sorella Sandra mi portò al cinema ... Non è niente di paragonabile a tutto ciò che oggi è normalità. (DVD).
L' emozione di quella domenica invernale del 1982... Decidemmo per l' appunto, di recarci al cinema a vedere un film che si rivelò allora, e poi, con gli anni... Un vero e proprio capolavoro. A mio parere il più bel film di Spielberg. Avevo dieci anni, e gli unici argomenti di cui sentivo parlare per le strade sperdute di campagna era del campionato del mondo di calcio, che si sarebbe svolto nell' estate, e di questo strepitoso film in uscita nelle sale. ET L'extraterrestre. Il primo film per ragazzi con effetti speciali. Quella domenica partimmo alla volta di Jesolo... destinazione: cinema Aurora. Ricordo la mia emozione nel salire in pullman, all' entrata del cinema, nel fare i biglietti, nel vedere quest' enorme sala avvolta da drappi rossi... Che chiudevano le entrate e le uscite di sicurezza; Le poltrone di legno... E in fine, quest' enorme schermo bianco, davanti a me. Rimasi entusiasta della visione del mio primo film in sala. Anche la scomodità delle poltrone passò in secondo piano. Che domenica!!! Sembra un racconto dì altri tempi! Oggi mi chiedo: Per cosa i miei figli, e le generazioni future proveranno emozioni vere? Non certo nel vedere un film!... Rimango comunque ottimista. E anche se il mondo sarà invaso da arnesi infernali... Speriamo ci rimanga uno spiraglio d' aria pura... Dove poter respirare... Ma soprattutto sognare.


12 gennaio 2008

12 gennaio 1996



Oggi il mio pensiero blogniano lo dedico a te…

L’amicizia! Che parolona , forse l’unica parola ad avere migliaia di sfumature e un infinità di colori.
Ad ogni aggettivo per definire l’amicizia si può attribuire un colore. Grazie... Per ciò che siamo riuscite a donarci in questi dodici anni. La cosa più preziosa? … La speranza a cui voglio dedicare il colore rosa. La speranza, per qualcosa di buono per entrambe. Un figlio e un buon compagno di vita che condivida con noi gioie e dolori, speranze e delusioni.

Dodici anni sono un infinità di tempo, se ci pensi bene! Quasi in quarto, di mezzo secolo. Eppure il tempo mi sembra volato. Mi sembra ieri quando passavamo le nottate a chiacchierare, in macchina sotto casa tua. Ne abbiamo fatte di cose assieme! Allora ci sembravano poche. Oggi nonostante le nostre vite siano cambiate e i nostri percorsi abbiano preso strade diverse…Con piacere ricordo i nostri trascorsi... E sei sempre la mia cara amica Lorena.


disegno:Pensieri JPZ

8 gennaio 2008

La nebbia


Sono appena tornata da Cassano... Ho portato Zoe a fare una vaccinazione preventiva. Nel tornare a casa sono stata avvolta dalla nebbia , e un' infinità di pensieri mi hanno riempito la mente. I primi pensieri, sono stati nostalgici... Mi è tornata in mente Venezia nel periodo di ottobre, quando inizia ad essere avvolta dalla nebbia e le sirene dell' acqua alta suonano. Si trasforma in qualcosa di misterioso e la sua atmosfera diventa eterea. Che meraviglia! Ho avuto la fortuna di percorrerla per cinque anni in lungo e in largo, tutti i giorni nel mio tragitto a piedi per recarmi a scuola. Da buona osservatrice e con il tempo, ho imparato ad amarla profondamente, come Si fa con una vecchia signora degna di rispetto per la storia e la cultura che ancor oggi ci offre. L'ho scoperta a poco a poco alzando gli occhi al celo, accorgendomi che non ci sono due camini uguali. Passeggiando con i meravigliosi gatti che la popolano da veri veneziani e la rendono ancora più unica.
A chi crede che Venezia , oggi sia solo una città in rovina e sporca, dico di aprire gli occhi e di imparare a guardare oltre le proprie scarpe. Venezia è una città in rovina, ma per le numerose persone che non hanno rispetto delle cose altrui. Venezia è una città da amare e rispettare profondamente mettendosi nei suoi panni, per capire che se a noi vengono a raccoglierci la spazzatura sotto casa senza disagi ne cattivi odori... A Venezia si deve organizzare un' intero esercito di operatori ecologici che raccolgono l'immondizia con dei carretti appositi anche a fare i ponti, per poter raggruppare un più punti della città la spazzatura per la raccolta. Venezia a volte puzza , soprattutto nei periodi caldi , dove la bassa marea è più frequente. A causa di questo movimento marino molti canali rimangono asciutti. Periodicamente il comune e la regione stanziano fondi per la pulizia dei canali dai fanghi, ma non basta a risolvere questo grandissimo problema che compromette anche le fondamenta della città. Dico questo perché mi è capitato di sovente di sentire affermazioni poco intelligenti anche da parte di conoscenti. Se vi capiterà di andare a Venezia, e imbattervi in montagne di rifiuti accatastati , o di costeggiare un canale asciutto ... Alzate gli occhi al celo e guardate lo scorcio di celo che si vede dalla fondamenta che state percorrendo. Magari colorato da panni stesi che si fanno accarezzare dal vento.

7 gennaio 2008

Coniglio all' Etrusca rivisitato


Eccoci qui... piano, piano vediamo di far prendere forma a questo blog. Oggi voglio regalarvi una mia ricetta. In realtà ogni ricetta è sempre di qualcun altro... Ma si può renderla propria aggiungendo qualcosa. In questo periodo, oltre ad aver ricominciato a prendermi cura di me stessa (con grande piacere di mio marito) , ho ripreso a coltivare un mio grande hobby. Cucinare per l' appunto. Ieri abbiamo avuto ospiti, Lorena e Fabrizio e mi sono cimentata a cucinare il mio coniglio all' etrusca rivisitato. Per l' occasione ho aperto una bottiglia di vino della mia piccola cantina ... Uno strepitoso Amarone della valpolicella del 2000. Lasciato decantare lo abbiamo assaporato nella sua intera pienezza e generosità.

Coniglio all' etrusca

3 carote
1 cipolla bionda
1/4 gambo di sedano
1 fetta di speck tagliata altina
1 spicchio d' aglio
un coniglio intero tagliato a pezzi
1 bicchiere di olio extra vergine d'oliva
1 bicchiere di vino bianco
(olive o funghi).
brodo vegetale se serve
aromi : salvia, rosmarino, sale e pepe
Cottura circa 1 ora 1/2 , 2 ore


Aggiungete in una casseruola l'aglio e lo speck, tagliato precedentemente a listelli. Poi, piano, piano il soffritto di carote, cipolle e sedano ( tagliato a rondelle). Dopo aver rosolato il tutto, aggiungete il coniglio e fatelo dorare a fiamma viva, prima da una parte e poi dall' altra. Bagnatelo con il vino bianco, Salate e pepate quanto basta. Copritelo e abbassate la fiamma per circa un ora... curate di tanto in tanto che non si consumi la puccia, altrimenti aggiungete del brodo caldo. Dopo un ora togliere il coniglio dalla casseruola, aggiungere le olive o i funghi e fate restringere il tutto molto lentamente riporre il coniglio nella padella e portatelo a fine cottura. (circa 1/2 ora). Servitelo.
Buon Appetito.