Macchie ad olio

Ezio, ieri ha scoperto i pennelli e i colori ad olio, a casa della signora che mi aiuta, tenendolo con se, qualche ora al giorno. Ieri sera è arrivato a casa con un sorriso smagliante e mi ha detto : Mamma … guarda: Ho fatto un quadro! Apro questa vecchia agenda del ‘96 e vedo queste coloratissime pennellate a macchie , che Ezio ha composto, identificandole con gli animali che più gli piacciono in questo periodo… Le balene, i pesci, i pinguini…Di primo acchito ho pensato a Jackson Pollock , alle sue tele a macchie che tanto mi colpirono la prima volta che le vidi al Peggi Guggenheim museum di Venezia. Bisognerebbe avere una buona scorta di fantasia da bambino per tutta la vita. In modo da portela interpretare a nostro piacimento ogni volta che vogliamo.
Due parole su J. Pollok
Senz'altro Pollock è stato più radicale di altri nell'intraprendere un rapporto fisico, totale con i materiali, tela e colori che fossero. Nel tradurre quindi anche qui la sua istintualità in fattore artistico, facendo delle turbolenze inconsce materia e forma, alimento dell'arte.
Pollock dipinge a tutto campo, "all over". Dipinge gettando e facendo sgocciolare, quasi a consumare tutto il colore del mondo, i colori sulla tela. Dipinge buttando la tela a terra. Non solo ormai troppo grande per restare nobilmente appesa al cavalletto, ma soprattutto divenuta parte essa stessa del mondo. Dipinge mettendoci tutto se stesso, facendosi tutt'uno con il braccio che spruzza, getta, macchia, stende e oltraggia la tela. Ed è la famosa "Action paiting". La pittura insomma, diventa azione originaria, un particolarissimo "prius" che, nel capovolgimento totale dei valori artistici verificatosi nel Novecento, restituisce paradossalmente dignità all'artista.
Tratto da Repubblica
Commenti
non sono solo coincidenze il fatto che abbiamo un nome simile ...e abbiamo lo stesso amore per i bambini...
:)