19 febbraio 2009

Ghetto ebraico di Venezia


La panchina su cui amavo far correre i miei pensieri ...




Immagini scattate da Stefi... a Venezia ... i tuoi occhi erano i miei. Grazie di cuore per questo splendido regalo che mi commuove l'anima e mi rende felice attraverso i ricordi che queste immagini scaturiscono al mio cuore.

18 febbraio 2009

Mio carissimo ragazzo ...

Oscar Wilde



Ieri sera Benigni ci ha donato alcuni minuti di vera emozione , leggendo l'ultima lettera scritta da Oscar Wilde alla persona che amava.
Una lezione di autocoscienza , di civiltà, di rispetto verso la cosa più vera che si possa provare. L'amore nei confronti di un'altro individuo. Donna o uomo che sia. Appartenente o non al nostro stesso sesso.


Qualche giorno fa Janas ha scritto un post straordinario sull'amore... personalmente, ora credo , che questa lettera sia la risposta ad ogni domanda. L'amore al di la della morte.



Mio carissimo ragazzo,


questo è per assicurarti del mio amore immortale, eterno per te. Domani sarà tutto finito. Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa idea, questa convinzione ancora più divina, che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelicità e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza. Poiché la speranza, anzi, la certezza, di incontrarti di nuovo in un altro mondo è la meta e l' incoraggiamento della mia vita attuale, ah! debbo continuare a vivere in questo mondo, per questa ragione Il caro *** mi è venuto a trovare oggi. Gli ho dato parecchi messaggi per te. Mi ha detto una cosa che mi rassicurato: che a mia madre non mancherà mai niente. Ho sempre provveduto io al suo mantenimento, e il pensiero che avrebbe potuto soffrire delle privazioni mi rendeva infelice. Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno di un Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l' Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia così strana. Non esporti all' Inghilterra per nessuna ragione al mondo. Se un giorno, a Corfù o in qualche isola incantata, ci fosse una casetta dove potessimo vivere insieme, oh! la vita sarebbe più dolce di quanto sia stata mai. Il tuo amore ha ali larghe ed è forte, il tuo amore mi giunge attraverso le sbarre della mia prigione mi conforta, il tuo amore è la luce di tutte le mie ore. Se il fato ci sarà avverso, coloro che non sanno cos'è l'amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita. Se ciò avverrà, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non è vero. Il nostro amore è sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, è perché la natura di quell' amore non è stata compresa. Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi dà coraggio. Debbo ricordarla. Scrivi che è mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto. Credo sia vero. Ci proverò e lo farò. Voglio che tu tenga informato Mr Humphreys dei tuoi spostamenti così che quando viene mi possa dire cosa fai. Credo che gli avvocati possano vedere i detenuti con una certa frequenza. Così potrò comunicare con te. Sono così felice che tu sia partito! So cosa deve esserti costato. Per me sarebbe stato un tormento pensarti in Inghilterra mentre il tuo nome veniva fatto in tribunale. Spero tu abbia copie di tutti i miei libri. I miei sono stati tutti venduti. Tendo le mani verso di te. Oh! possa io vivere per toccare i tuoi capelli e le tue mani. Credo che il tuo amore veglierà sulla mia vita. Se dovessi morire, voglio che tu viva una vita dolce e pacifica in qualche luogo fra fiori, quadri, libri, e moltissimo lavoro. Cerca di farmi avere tue notizie. Ti scrivo questa lettera in mezzo a grandi sofferenze ; la lunga giornata in tribunale mi ha spossato. Carissimo ragazzo, dolcissimo fra tutti i giovani, amatissimo e più amabile. Oh! aspettami! aspettami! io sono ora, come sempre dal giorno in cui ci siamo conosciuti, devotamente il tuo, con un amore immortale.


Oscar

5 febbraio 2009

Tra le alte case del ghetto ebraico di Venezia

Jasna e Massy, in un pomeriggio di fine ottobre ... tra le alte case del ghetto ebraio a Venezia.

Chiudo gli occhi e ti ritrovo... Massy.

Cammino avvolta da un atmosfera eterea che adoro ... la nebbiolina di un fine ottobre a Venezia, mi avvolge e mi bagna il viso. Sono sempre stata convinta e ora più che mai , che se le sensazioni o le forti emozioni si provano in un luogo speciale , quel luogo ti resterà per sempre nel cuore. Ed è così che ricordo un pomeriggio passato tra le alte case del ghetto ebraico... A mio modesto parere ,uno dei campi più suggestivi di Venezia.
Siamo usciti da scuola, abbiamo passeggiato, mano nella mano... per quasi tutta la lunga calle di san Girolamo... adoravo credere che la gente che ci vedeva... pensasse : che fossimo due giovani innamorati. Amavo il tuo essere dolce con me... la tua sensibilità nel esprimerti , la tua tristezza intensa, che mi toccava il cuore ... ma soprattutto adoravo quel pizzico di estrosità che ti contraddistingueva. I tuoi capelli biondi arruffati , i tuoi abiti neri le tue scarpe con la punta lucente.
Forse nell'ingenuità di una giovane donna alla ricerca di punti di riferimento, alla ricerca di affetti concreti... sono riuscita a assere veramente me stessa a soli diciassette anni . Dove i miei pensieri erano avvolti da una malinconia sottile invidiabile da molti poeti del diciannovesimo secolo. Eppure ora , nonostante io sia una donna con un presente ben delineato da affetti concreti e stabili ... Mi ritrovo qui in un oggioso pomeriggio di febbraio a parlare di te , ricordando le nostre belle chiacchierate... le dolci carezze date, con timidi sorrisi che nascondevamo tra le pieghe dei cappotti . Mano nella mano , ancora una volta... in uno straordinario scenario , unico al mondo dove ho imparato a volerti veramente bene... quel bene puro che si dona solo ad un amico vero. Felice di averti ritrovato anche se solo nel web.