13 gennaio 2011

Il sale sulla pelle

Vi ripropongo questo post di tre anni fa... l'ho riletto e mi ci sono ritrovata in pieno.

(Il sasso nero di Janas mi ha fatto tornare in mente, dei versi di un libro letto qualche tempo fa: Il fiume della vita di R. Battaglia.
Cara Janas, ti immagino nel traffico di Roma, assorta dai tuoi ricordi ... lontana da rumori infernali , che solo una grande città sa donare ai suoi abitanti. Ti immagino, mentre accarezzi quel prezioso diamante nero che porti sempre con te e ti vedo tra la magia della tua terra ). 

Provo le stesse sensazioni quando vedo il mare ad ogni stagione . Quella distesa infinita d'acqua,  rievoca nella mia mente la spensieratezza di fanciulla ... quando correvo nei prati, scalza, tra i papaveri rossi, tra i leggeri soffioni e tra splendidi tarassachi gialli...e alla fine lui... il mare, in tutto il suo splendore. Era li, a brillare per i miei occhi... l'azzurro intenso, di un porto straordinariamente bello...  lo adoravo, già nel mese di marzo, amavo sentire la sabbia fine sotto i piedi, amavo le piccole onde che mi bagnavano dolcemente ... amavo quella brezza che portava al cospetto del mio olfatto il sapore del sale ... che si impregnava nella mia pelle. Alla fine non contava lo scorrere del tempo. Gli anni sono passati, sono scorsi velocemente... e ancor oggi, sentire il rumore del mare da una conchiglia ...mi rende felice... e per un attimo ritorno bambina a correre nei prati tra i papaveri rossi e i tarassachi gialli.

C'è un posto in cima al monte,
fra i fiori gialli e bianchi blocchi di marmo,
dove si vede il mare brillare nella sera che muore.
Fra odori di erbe selvatiche ,
dolci ricordi sciolgono il nodo alla gola che hai avuto nel giorno.
C'è un posto in cima al monte
dove si spegne la malinconia come il sole nel mare
e ti senti libero
perché sei tornato, ragazzo,
a giocare fra le cose perdute nel tempo.
C'è un posto in cima al monte da non scordare mai
perché tra i fiori gialli e l'aria della sera,
ritrovi il dolce incanto di una felicità perduta.

Tratto da: Il fiume della vita - di R. Battaglia -