20 settembre 2014

campo scuola PGS LIFE Manerbio (BS)

Campo Scuola Pgs LIFE manerbio cosa mi ha lasciato.

In questi ultimi tredici anni ho imparato che il miglior insegnamento che si può dare ad un individuo è sapersi donare ... O meglio saper donare ciò che ci riesce meglio fare sia esso tempo  o attitudini.
La prima persona che mi ha insegnato tutto questo facendomi entrare nel suo mondo di volontario ai campi scuola PGS e'stato il papà dei miei bambini.
Vederlo lavorare con passione e amore e vedere quanto bene si può dare e fare a dei ragazzi giovani mi ha aperto un mondo fantastico. (Esperienze queste che hanno dato le basi a tutte le iniziative personali avute in questi anni. )
In due di queste occasioni ho conosciuto Cristina e Stefano. Coordinatori oggi di questo capo scuola.
Non mi ritengo una cristiana modello, nel senso che non pratico attivamente la fede  cristiana, perché non mi rispecchio in quello che è oggi il cristianesimo praticato nelle nostre parrocchie.
Troppe  baggianate intente più a far quadrare i conti oratoriali/parocchiali ... invece di preoccuparsi di come conoscere e salvare le anime apparentemente perse. 
Sono una persona che crede più fermamente negli uomini di buona volontà , uomini che in primis insegnano dando il buon esempio.
Oggi più che mai c'è bisogno di esempi più che di parole perse al vento ancor prima di averle pronunciate.
Gli esempi invece rimangono, insegnano, diventano nostri come bagaglio umano...ci aiutano a riflettere a crescere ... ma soprattutto ci mettono nelle condizioni di pensare .
Oggi purtroppo si delegano i nostri pensieri  a frasi preconfezionate pronunciate da qualche lume predecessore a noi.
Qualche mese fa da Cristina e Stefano ho avuto una proposta di compartecipare con i miei bimbi un campo scuola PGS.
Essendo io una scettica per natura sono rimasta vaga nel dare una risposta, credo più per paura di dovermi mettere in gioco che per paura di parteciparvi .
Oggi a distanza di qualche settimana dalla fine del capo scuola sono contenta abbia prevalso in me  più l'incoscienza che la ragione...
Pur sapendo di essere accanto a delle persone straordinarie esempi di vera cristianità perchè quotidiaamente mettono in pratica tempo, attitudini e amore hanno la voglia lasciare segni nei cuori delle menti di giovani motivati.
Posso dire con estrema emozione di esser felice di aver  accettato quest'invito... e di aver tolto in quest'occasione il freno alle mie inibizioni... e di averlo fatto partecipando con Ezio e Zoe.
Sono felice di essermi messa in gioco, di aver avuto il coraggio di dimostrare a me stessa quanto possono valere le attitudini coltivate in una vita di sacrifici e passione ... E quanto queste ultime, possano essere preziose e apprezzate se messe a disposizione del prossimo .
Ho riscoperto quanto amo cucinare, quanto amo elaborare idee, quanto amo i bambini e i giovani motivati e positivi...e bello perdersi nei loro occhi.
Ho riscoperto il valore di un abbraccio ricevuto e dato ... Il valore di un bacio, di una carezza data per rassicurare... Di un urlo per spronare ... Ho riscoperto con piacere la collaborazione per migliorare un progetto , un cibo , un gioco...
Ho gustato e ascoltato... preghiere che raramente sento il bisogno di dire ... solo perché cantate con gioia e amore.
Ho scoperto attraverso una lettera meravigliosa le aspettative di un'amica che aveva paura di deludermi  perché per lei ero  stata un punto fermo nella sua formazione umana di donna e di madre. E' stato bello scoprire che la mia determinazione e la caparbietà di affrontare la vita quotidianamente sono state uno stimolo di crescita interiore per lei.
Mi ha fatto piacere vivere questi giorni  serenamente.
Grazie CRY per aver capito che quest'occasione mi sarebbe servita a riscoprirmi umanamente attraverso l' amore che ho da dare e alle  mie attitudini represse per anni dietro il ruolo di madre e di moglie .
Grazie Marilena per questa bella opportunità data a me è ai miei bimbi... 
Grazie per avermi fatto scoprire la voglia di ricominciare partendo proprio da me.
Grazie per essermi stati vicini in silenzio anche rispettando i miei piccoli muri di caparbietà bonaria.

  1. Grazie a voi per avermi fatto entrare anche se per pochi giorni in una bella famiglia fatta di fratellanza, condivisione, disponibilità ...e per avermi insegnato che tutti siamo figli di DIO e che ognuno di noi ha un angolo di se meraviglioso da scoprire e da donare. 

14 aprile 2014

Frida, sei le mie ali.




Chiudo gli occhi e mi ritrovo a risalire una scala fatta di sampietrini bianchi levigati, una spirale perfetta che sale e mi conduce a lei... 
FRIDA ... 
Se penso alla passione pura penso... a lei, 
Se penso all'amore incondizionato... penso a lei, 
Se penso alla forza, non fisica ... la forza d'animo... quella che fa smuovere la determinazione.. penso a lei, 
Se penso alla coerenza e all'amore per se stessi... penso a lei. 
Amo FRIDA.
Per me Frida rappresenta l'amore allo stato puro quello senza vincoli e senza preconcetti confezionati che la società di oggi e ancor di più quella di allora impone e imponeva. 
Di fronte ai suoi quadri, alle foto dei più grandi ritrattisti del secolo scorso, bisogna aprire la mente ed entrare dentro all'animo di  questa donna straordinaria. Frida  fece della sua sofferenza la sua forza riuscendo a trasformare in arte pittorica il suo dolore più profondo e intimo.
Personalmente credo che FRIDA sia la più grande artista del secolo scorso...non per la tecnica pittorica ... che era basica ma per come riusci ad usare questo mezzo per comunicare... con se stessa soprattutto.
Fu definita surrealista dai grandi critici dell'epoca, per il modo di rappresentare la sua arte... ma credo fermamente che Frida dipinse e rappresentò veramente ciò che le passava per la testa... e nel farlo riuscì per la prima volta al mondo, con la sua minuziosità a dipingere il suo dolore come la cosa più preziosa al mondo. 
Il dolore fisico che provò per tutta la vita a causa dell'incidente avuto da ragazza, le donò la determinazione... il dolore umano per non esser mai diventata madre, le dono il coraggio di essere sempre se stessa.
Era un vulcano racchiuso in un corpo in briciole che si sgretolava  giorno dopo giorno. 
Amo Frida perché ha saputo trasformare la sua sofferenza in arte,  la sua interiorità più vera in immagini. Lei è forte, comprensibile, diretta, e lo dico al presente perché Frida è la sua pittura oggi visibile da tutti.
 Le sue opere oggi trasmettono e comunicano a generazioni dopo di lei ... che la vita va vissuta...accada quel che accada. Punto e basta.
Sono andata a Roma,  a renderle omaggio per ciò che mi ha trasmesso qualche anno fa ma soprattutto per ciò che mi sta dando ora.
Sto cercando di riprendere in mano la mia vita... ripartendo da me ... e dalle cose che ho amato e che amo. 
L'arte è una di queste... lei è una di queste cose. 
Oggi Frida rappresenta per me un punto fisso a cui devo far riferimento ogni giorno. 
Penso a lei quando leggo il prof. che dice... "che ha deciso di fare l'insegnante perché desiderava lasciare segni nelle menti, negli occhi, nei cuori, per questo fotografo, parlo e scrivo. Adoro seminare."

Penso a lei quando leggo un'amica che scrive... "che l'amore ti salva qualsiasi forma entri nella tua vita ... sia un figlio, un uomo o  metodo di comunicazione."

Nel mio profilo c'è scritto che amo l'arte in ogni sua forma... ed è vero.

Quando sai esprimerti...creando, sai  trasmettere emozioni che ti entrano dentro e ti fanno vibrare l'anima.

Nella mia vita è rientrata  l'arte ed è ricomparsa con lei... Frida scoprì la pittura nel momento più brutto della sua vita... probabilmente la salvò da morte certa. L'arte le ha insegnato a vivere la sua sofferenza con dignità , forza e determinazione.

Vedendola ieri alle scuderie del quirinale mi ha rigenerato l'anima sanguinante e lo spirito ferito... mi ha dato la forza di sorridere alla vita... perché la vita è meravigliosa e va vissuta attimo per attimo con lo sguardo sempre rivolto avanti ...

Grazie Frida questo è un'omaggio a te.
Frasi celebri di FRIDA
" A cosa mi servono i piedi se ho ali con cui volare"

Il dolore non è parte della vita, può diventare la vita stessa.

La vita insiste per essere mia amica e il destino mio nemico.

Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev'essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.

15 novembre 2013

17 novembre giornata mondiale del bambino prematuro


 




Non dimenticherò mai la  nostra  prima stretta di mano. 
Non dimenticherò mai i secondi, i minuti che formano le ore e i giorni trascorsi con te in terapia intensiva.
Non dimenticherò mai i grammi che ti facevano crescere.
Non dimenticherò mai i millilitri di latte che ti nutrivano... 
Minuscole cose se pensiamo alla vastità del mondo... Ma minuscole cose che ti hanno fatto crescere... 
Non dimenticherò mai i tuoi microscopici progressi in questi anni ...il tuo... il mio impegno... la tua ... la mia forza... tutte gocce che hanno reso il mostro mare grande...tutti traguardi che ti hanno reso la bambina straordinaria che sei oggi. 
La vita è fatta di attimi ...come la felicità ... 
O hai il coraggio di agguantarli questi attimi... e farli tuoi come la cosa più preziosa, oppure resterai indietro e non saprai mai cosa vuol dire essere felice. 
Per Zoe ... 

 Grazie di esistere assieme a tuo fratello Ezio






26 gennaio 2013

C'era una volta un delfino piccolo, piccolo ...

Promuovo questa straordinaria iniziativa che aiuterà la neonatologia dell'ospedale Del Ponte di Varese.





Carthusia Edizion
il'Azienda Ospedaliera “Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi”, Varese

e TINCONTRO – Associazione Genitori per la Neonatologia

presentano

Una fiaba illustrata per aiutare le mamme e i papà ad affrontare la nascita di un figlio prematuro

“C'era una volta un delfino piccolo piccolo. E c'era una volta la sua mamma delfino.

Una mamma delfino e il suo cucciolo appena nato.

Era nato all'improvviso in un terribile giorno di burrasca.”

C'ERA UNA VOLTA UN DELFINO PICCOLO PICCOLO è il felice risultato dell'incontro fra TINCONTRO – Associazione Genitori per la Neonatologia, il Reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale Ospedale Del Ponte e Carthusia Edizioni, casa editrice per ragazzi dall'elevata progettualità; è la storia della nascita improvvisa, prematura, di un piccolo delfino... della paura di mamma e papà, dello sgomento del gruppo e dell'incontro con chi li può aiutare nella lotta per la vita.

Attraverso la metafora della favola il libro traccia con chiarezza un percorso che pochi conoscono, che può essere così compreso in tutte le sue vorticose emozioni. Il libro vuole essere uno strumento per i genitori per poter raccontare e raccontarsi un'esperienza dolorosa e difficile da metabolizzare, ma anche per far prendere loro consapevolezza dell'enorme valore terapeutico dell'amore di mamma e papà e della loro vicinanza fin dai primissimi attimi di vita di un bambino prematuro.

Alla fine della storia illustrata, 4 pagine di Diario di viaggio dedicate ai genitori vogliono essere uno spunto per fermare il ricordo di un'esperienza che non vuole essere rimossa ma vissuta e condivisa con amore, come un racconto da ascoltare.

C'era una volta un delfino piccolo piccolo è il risultato del percorso fatto da un appassionato gruppo di lavoro del quale hanno fatto parte i genitori dell'Associazione TINCONTRO, le infermiere e i medici del Reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale Ospedale Del Ponte, gli autori e lo staff di Carthusia: è nata così la delicata ed emozionante storia di paura e coraggio scritta da Emanuela Nava, famosa scrittrice per bambini e ragazzi, arricchita dalle coinvolgenti e forti illustrazioni di Giulia Re.

Come tutti i titoli della Collana "Storie al quadrato", anche "C'era una volta un delfino piccolo piccolo" prende l'avvio dalla necessità di realizzare un libro che attraverso il linguaggio metaforico della fiaba aiuti grandi e piccoli ad affrontare, in modo leggero e delicato, temi e percorsi spesso dolorosi e difficili. In questo caso l'esigenza è nata da Giulia, l'illustratrice della storia, che per esperienza personale aveva sentito la mancanza di uno strumento di comunicazione e di relazione rivolto alle mamme e ai papà che vivono la nascita di un figlio prematuro.

Grazie al sostegno di TINCONTRO- Associazione Genitori per la Neonatologia – Varese che ha collaborato attivamente al progetto, è stato possibile realizzare 1.500 copie del volume in edizione speciale e personalizzata, da distribuire gratuitamente ai genitori dell’Associazione e del Reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale Ospedale del Ponte, al suo interno è inserito anche un pieghevole illustrato che racconta il senso, il percorso e lo sviluppo del progetto editoriale e offre ai genitori e agli operatori, nuovi spunti di riflessione.

Dal 24 gennaio 2013 il volume è distribuito nelle librerie dell'intero territorio nazionale con prezzo di copertina di € 15,90. Una parte delle royalties sul venduto andranno a TINCONTRO a sostegno dei loro progetti.