Il tempo

perché lo scrivere è un volo, dentro e fuori di sé...ma al tempo stesso sottrae parzialmente la mente al volo...una penna, una tastiera... soltanto un passaggio, un mezzo, una scusa, per dare forma a quel volo... si potesse scrivere ad occhi chiusi.. per lasciare intatto il pensiero, il fascino della mente, assoluta mente, profonda mente, immensa mente...”
Queste brevi, ma intense righe sono una parte di una lettera che Gico66 mi ha dedicato su un post di Luigina. Spero non ti dispiaccia Luigina se te le ho rubate per fare il post di oggi. Caro Gico 66, le tue parole mi hanno fatto tornare in mente un libro che ho letto più di dieci anni fa. Il gabbiano Jonathan Livingston. Un libro che mi regalò un amico conosciuto per caso, in un pomeriggio del lontano dicembre del 1995. Ringraziandomi per averle donato la cosa più preziosa che abbiamo; Immateriale, perché non si vede: Alcuni attimi del mio tempo. Lo scrivere questi brevi pensieri che mi passano tra i capelli, arruffandomeli mi fanno sentire come il gabbiano in questione… Grazie per avermi donato alcuni attimi del tuo tempo.
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