25 ottobre 2011

Un mondo parallelo... le sensazioni di una mamma TIN


Zoe in TIN

Vi regalo questo post... meraviglioso,vero... intenso solo come una mamma TIN sa essere. E lo dico non perché le altre mamme hanno una marcia in meno, ma perché una mamma che vive in Terapia Intensiva Neonatale ha una marcia in più che la rende più forte giorno dopo giorno. 

A  te cara Giuli, per non mollare mai.

Un mondo parallelo

È difficile capire per chi non c’è mai stato cos’è la vita nella Terapia Intensiva Neonatale.
È difficile perché la TIN è un mondo parallelo a quello esterno,
un mondo in cui tutto scorre in modo diverso.
Il tempo nella TIN è altro dal tempo fuori.
Lì 24 ore valgono molto di più di quello che si è soliti pensare.

Lì si impara il valore dell’attesa.
Dei piccoli passi.
L’importanza dei grammi, del millilitri, dei millimetri.

Quelli che fuori sono tempi morti,
lì sono i tempi in cui la vita cerca caparbia la propria strada.
E decide se ci sarà un domani.

Accanto a un mondo di superficialità,
scorre un mondo di dedizione,
di minuscole attenzioni,
di microscopiche decisioni,
di impercettibili cambiamenti,
che fanno la differenza.

E giorno dopo giorno,
quando si oltrepassa quella porta,
ci si lavano le mani
e si indossa il camice,
si impara a costruirsi una sorta di normalità.
Si impara a vivere divise tra dentro e fuori,
tra due vite governate da regole completamente diverse.

Ci si abitua a parlare di trasfusioni, interventi chirurgici, problemi respiratori,
come fuori le mamme parlano di tutine, raffreddori, coliche.
Si considera normale disinfettarsi le mani per toccare il proprio bambino,
sentire il tempo scandito dal suono di un allarme,
dal lampeggio rosso di una luce,
che ti dice che oggi le cose non vanno come vorresti.

Le mamme della Tin si ritrovano davanti al tiralatte,
e riescono pure a fare qualche risata.
Si dicono che no, non ce la fanno più.
Ma sanno che il giorno dopo saranno ancora lì.
E il giorno dopo ancora.

E quando indossano quel camice sono tutte uguali.
Solo mamme che lottano con i loro bambini.
E li sognano un giorno grandi, adulti,
incontrarsi magari,
e costruirsi un futuro.
Un futuro che si è deciso in questi mesi che sembrano non passare mai.
Ma che, misteriosamente, passano.
Cambiandoci per sempre.

Pubblicato da GIULI - Blog mammeamilano

19 agosto 2011

Tincontro e La forza della vita




Jasna Zanzottera, la mamma di una bimba nata nel 2006 dopo appena 28 settimane di gravidanza, ha dimostrato oggi come anche dal dolore e dalla sofferenza possano nascere speranza e carità. La storia di Jasna è a lieto fine, dato che oggi la sua piccola ce l’ha fatta ed è in perfetta salute. Jasna, che ha scritto un libro per raccontare la storia di sua figlia, ha donato ad un reparto dell’ospedale di Varese cinquecento euro, frutto delle vendite del suo manoscritto. Cinquecento euro “non è una grande cifra, ma ogni cifra è importante quando si tratta di ricerca, di vita o di sostegno a reparti straordinari come la TIN di Varese” ha dichiarato la signora Zanzottera.” (fonte: jasnapage.blogspot.com)
TINCONTRO ringrazia Jasna per la testimonianza e la donazione, invitanto tutti a leggere il suo libro, fonte di speranza e conforto per molti.
Grazie Jasna!!!

16 giugno 2011

Come Dio sceglie la mamma di un bimbo prematuro...

La Scelta

Vi siete mai chiesti come vengano scelte le mamme dei bimbi prematuri? ... Io immagino Dio che dal cielo guarda verso la terra, mentre osserva chiede ai suoi angeli di prendere delle note su un librone gigante. "Rossi Maria, a lei mandiamo un maschietto, e come santo patrono San Matteo. Bianchi Anna, a lei una bimba, santo patrono direi Santa Clelia. Verdi Giuseppina, a lei gemelli, come santo patrono mandale San Gerardo, quello è abituato alle parolacce!"
Dopo un po' da un altro nome all'angelo ... e aggiunge " A lei mandiamo un bimbo prematuro. "L'angelo è curioso ... " Perché proprio a lei Signore? ... lei è così felice!" ... Dio replica, "Proprio per quello! Secondo te potrei mandare un bimbo prematuro ad una mamma che non sa ridere? Sarebbe crudele." ...
"Ma avrà abbastanza pazienza?" chiede l'angelo. "Non voglio che abbia troppa pazienza, non vorrei naufragasse in un mare di auto pietà e disperazione. Dopo che lo shock e la rabbia passeranno saprà affrontare il tutto. L'ho osservata oggi, ha quel senso di se' e di indipendenza così raro e necessario in una madre. Vedi, il bimbo che le manderò ha un mondo a se e lei dovrà portarlo fuori da quel mondo, e non è una cosa facile."
"Ma Signore, non è neanche credente!" Dio sorride, "Non importa, mi prenderò cura del problema. Ma questa donna è perfetta, ha la giusta dose di egoismo" ... L'angelo è stupito, "Egoismo? Da quando in qua l'egoismo è diventato una virtù?" ... Dio annuisce. "Se occasionalmente non riuscirà a staccarsi dal suo bimbo, non potrà mai farcela. Si, donerò a questa donna un prematuro. Lei non lo sa ma sarà invidiata, non darà mai più niente per scontato, non considererà mai un passo come una cosa normale. E quando il suo bimbo la chiamerà  mamma per la prima volta, saprà di aver osservato un miracolo. Le permetterò di vedere le cose chiare come le vedo io, l'ignoranza, la crudeltà, il pregiudizio, ma lei sarà superiore a tutto ciò. Non sarà mai sola, io sarò al suo fianco ogni minuto di ogni giorno." ... "E per quanto riguarda il santo patrono?" chiede l'angelo ancora con la penna in mano. 
Dio sorride, "Sara' sufficiente uno specchio."

Personalmente, credo sia una lettera meravigliosa... in cui mi ci rivedo in ogni minima parola. Credo sia giusto condividerla e credere che tutte le mamme dei bimbi siano esseri speciali.
La lettera è stata copiata dal blog Una mamma tutta strana.

9 maggio 2011

Diventerai un bimbo bellissimo

http://www.rmfonline.it/ - Società :Diventerai un bambino bellissimo -

http://www.rmfonline.it/jsp-rmfonline/dettaglio.jsp?codice=20110508_17

L'articolo scritto con Silvia ... Buona lettura.


DIVENTERAI UN BIMBO BELLISSIMO Un libro ricorda la nascita prematura di Zoe: i proventi aiuteranno i bimbi come lei

Jasna Zanzottera non è una scrittrice, ma una mamma come molte, innamorata dei propri figli. Il suo libro, "La forza della vita", nasce come sfogo liberatorio, che ripercorre le tappe più critiche dalla nascita di Zoe, alla ventottesima settimana di gravidanza e il successivo percorso a ostacoli. A cinque anni da quel momento, Jasna realizza il grande desiderio: consegnare il ricavato delle vendite a chi si dedica ai bimbi come Zoe. È proprio lei, a pochi giorni dall'incontro con i vertici dell'ospedale del Ponte a scrivere a RMFonline per raccontare le sue emozioni: 




Ammetto di essere emozionata, ma è da troppo tempo che aspettavo di varcare quella porta: la porta del reparto di Neonatologia dell'Ospedale del Ponte. Quanta strada, quanti sacrifici, quante speranze dopo la nascita di Zoe! Da tre anni mi sto impegnando attraverso la divulgazione di questo libricino a diffondere un tema poco noto: prematurità. Tralasciando volutamente l'aspetto medico e coltivando quello emozionale che un'esperienza di questo tipo ti porta a vivere, volente o no. Personalmente ho tratto dalla mia esperienza personale, una forza interiore che neanche nelle peggiori delle ipotesi avrei pensato di poter avere. 
Mentre allora stringevo mia figlia tra le braccia mi ripromettevo che, se ce l'avessimo fatta, avrei dedicato, in qualche modo, il mio tempo per aiutare i genitori che, come me, ora stanno vivendo quest'esperienza così innaturale e inaspettata. 
Ed eccoci qui ... dopo cinque anni a varcare la terapia intensiva dell'Ospedale del Ponte. Con me "La forza della vita" (mai titolo fu più adatto ndr) e il dottor Agosti, che ha gentilmente esaudito il mio desiderio, permettendomi di visitare il reparto che si è preso cura di Zoe nelle sue prime ore di vita. 
Non so descrivere cosa ho provato nel vedere quei bimbi che sono oggi in terapia intensiva, ma è stato come rivedere Zoe per la prima volta. L'istinto? Quello di prenderli in braccio e di sussurrare loro: "Dai che ce la puoi fare. Tieni duro che diventerai un bimbo bellissimo" . 
Anche l'incontro con Daniele Donati presidente dell'associazione TINCONTRO - Associazione Genitori per la Neonatologia, cui ho devoluto i proventi del libro, su suggerimento del dott. Agosti - è stato emozionante: nei suoi occhi ho visto quella luce che solo un genitore che vive un'esperienza così forte può avere. Abbiamo gettato le basi per una collaborazione di volontariato all'interno dell'associazione. L'obiettivo è quello di aiutare i futuri genitori di bimbi prematuri ad affrontare quest'esperienza in maniera più serena possibile e, insieme, sostenere, il reparto raccogliendo fondi per macchinari sempre più evoluti che possano aiutare anche i bimbi più piccoli a guadagnarsi uno spazio di qualità in questo mondo.
Jasna Zanzottera





Articolo di: Silvia Giovannini

4 maggio 2011

Grazie al Bar Sport



Da quando sono diventata mamma di Ezio e successivamente di Zoe ... mi concedo la colazione al bar. Non lo considero un lusso, ma bensì un momento mio di condivisione con me stessa e con chi incontro nel paesino in cui vivo.
Anche se le mie colazioni sono fugaci, spesso in piedi non manca mai lo scambio di battute con Alessia ed Enzo i titolari  del bar e le loro ragazze Noemi e Ilenia.
Jerago con Orago è un paesino piccolo poco più di 5000 anime, inutile dire che ci si conosce un  po' tutti  i punti di riferimento per chi ci vive o viene da fuori, sono i bar e la farmacia.
Perché vi parlo di Alessia ed Enzo, perché questa mattina entrando nel loro bar mi sono trovata difronte a un ennesima manifestazione di stima nei confronti all' iniziativa del mio racconto.
Mega cartellone, questa volta giallo con tutti gli articoli appesi ordinatamente... e una dedica meravigliosa:  Jasna e Zoe:  LA FORZA DELLE DONNE. Che dirvi ragazzi... GRAZIE!
Al mio Grazie di questa mattina,  Alessia risponde: - Non succede mai niente di bello qui a Jerago ... e quando  accade qualcosa  di bello, svanisce subito nel dimenticatoio ... credo sia una cosa bella per la nostra comunità... mi sembra giusto condividerla -

3 maggio 2011

Grazie di cuore al Dottor Massimo Agosti


Caro dottor Massimo,
volevo profondamente ringraziarla  per la disponibilità e la cortesia che mi ha riservato ieri (28 aprile 2011). Mai mi sarei aspettata in questi anni ... (anni in cui sto lottando con mio marito contro il tempo)... una tale accoglienza nei miei riguardi e nei riguardi di un’iniziativa che fino a ieri ho sicuramente sottovalutato. Oggi ho un motivo in più per lottare al vostro fianco a sostegno di quei genitori che domani vivranno questa burrascosa esperienza. 
L’entusiasmo, la forza e la determinazione  non mi mancano ...  tutte qualità che ho scoperto di avere, vivendo la mia esperienza di prematurità affianco a ZOE. 
Sono felice di aver ascoltato proprio da lei ... - che negli ultimi anni, la prematurità non viene più valutata con parametri standard … ma che esperienza prematura di un bimbo, oggi, viene assistita in maniera individuale e personale, perché ogni bimbo cresce e matura in base alle proprie esigenze e con i propri tempi. Un modo questo per far vivere ad ogni genitore la propria storia personale non sentendosi un emarginato, nel caso in cui il proprio figlio ha tempi più lunghi di recupero. - Mi permetta di dirle... che questo è un grosso passo avanti per poter lavorare bene e affrontare meglio i futuri sviluppi nella neonatologia e assistenza alle famiglie. Il saper curare l’aspetto umano di ogni situazione fa si che anche chi è protagonista seppur  con un passo indietro  possa affrontare con più forza e coraggio il percorso purtroppo non sempre diritto che questi bimbi devono affrontare.  

In questa occasione voglio anche ringraziare il dott. Walter Bergamaschi per la sua presenza di ieri durante la consegna del contributo al reparto. Questo tipo di sensibilità anche nei confronti di iniziative piccole come quella del libro la forza della vita, fa si, che ci si senta utili di fronte a una società spersonalizzata e globalizzata come oggi, società, che il più delle volte mortifica chi si impegna a lavorare per la raccolta di risorse meno importanti di grandi donazioni. 
Grazie di cuore per l’attenzione che mi avete donato.
Le porgo i Miei più cordiali saluti.
Jasna Zanzottera 

La risposta del Dottor Agosti:
Gent.ma Sig.ra Jasna,


grazie molte a Lei per averci coinvolto nella Sua iniziativa.

Sono convinto che in un così delicato lavoro l'unione di tutte le componenti -sanitarie, familiari, amministrative- faccia davvero la forza, nel senso che aiuta tutti a meglio comprendere il complesso mondo del neonato prematuro, che non è fatto solo dei primi momenti (peraltro così indelebili nella mente della mamma), non è una caccia ai 'record' del bambino più piccolo salvato, ma è un percorso, personale e diverso per ogni neonato e per la sua famiglia, non irto di difficoltà e di problemi che, una volta a casa, tutti vorrebbero non vi fossero.
La sfida della neonatologia di adesso e degli anni che verranno sarà, a mio avviso, sempre più rivolta a risolvere l'emergenza acuta del piccolissimo neonato coniugando tecnologia e umanità allo stesso tempo, nella convinzione che sarà così meno difficile affrontare tutte le problematiche anche a lungo termine che, talvolta, la condizione di "ex" prematuro (che, come tutte le etichette, è limitativa e superficiale) pone in modo faticoso e poco visibile.

Viviamo in un'epoca che 'brucia' le notizie e le consuma al volo, con poca voglia di 'memoria'. Per tale ragione la Sua testimonianza, dopo anni dalla nascita di Zoe, è ancor più preziosa!

Buona domenica,
Massimo Agosti

30 aprile 2011

Ospedale F. Del Ponte - la forza della vita -







Jasna Zanzottera, la mamma di una bimba nata nel 2006 dopo appena 28 settimane di gravidanza, ha dimostrato oggi come anche dal dolore e dalla sofferenza possano nascere speranza e carità. La storia di Jasna è a lieto fine, dato che oggi la sua piccola ce l'ha fatta ed è in perfetta salute. Jasna, che ha scritto un libro per raccontare la storia di sua figlia, ha donato ad un reparto dell'ospedale di Varese cinquecento euro, frutto delle vendite del suo manoscritto. Cinquecento euro "non è una grande cifra, ma ogni cifra è importante quando si tratta di ricerca, di vita o di sostegno a reparti straordinari come la TIN di Varese" ha dichiarato la signora Zanzottera.

29 aprile 2011

Grazie!

Oggi alle 13.00 sono andata a prendere Zoe alla nuova scuola materna ... 
sulla porta d'ingresso un'enorme cartellone bianco con tutti gli articoli di giornale di questi giorni,
 accuratamente ritagliati e incollati ...
Un'enorme scritta rossa : SIAMO ORGOGLIOSI DI TE!
Vi confesso che una lacrima mi è scesa .
Grazie dal profondo del cuore care  maestre: Maria Pia, Elena , Serenella e Giovanna ...
e alle gentili signore che quotidianamente aiutano i nostri bimbi.
Cristina,Rosaria e Gianfranca. 


La porta della scuola

28 aprile 2011

La forza della vita - Secondo obiettivo raggiunto -

Gli articoli dei quotidiani di oggi 29 aprile 2011

L'articolo su LA PROVINCIA
 L'articolo della PREALPINA


http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=202581
L'articolo di varese-news e le foto...


Il dottor Massimo Agosti ed Io


 La  dottoressa Francesca Mauri responsabile ufficio stampa del Ospedale DEL PONTE Varese


Il dottor Massimo Agosti, Io e il  Direttore sanitario dottor Walter Bergamaschi



La consegna dell'assegno al dottor Bergamaschi
La consegna dell'assegno a favore di TINCONTRO - Associazione Genitori per la Neonatologia - Varese -



  

Una parte del reparto della terapia intensiva
 Il dottor Agosti mi fa vedere la nuova incubatrice da trasporto, regalata dall'associazione TINCONTRO 
fondata da alcuni genitori che hanno vissuto l'esperienza della prematurità del proprio bimbo.






Io sono la forza che ho dentro ...
io sono bellezza ed energia.

22 aprile 2011

Il libro - LA FORZA DELLA VITA - aiuterà la neonatologia del Ospedale Del Ponte di Varese


L'articolo sulla PROVINCIA


L'articolo su IL GIORNO
  
L'articolo sulla PREALPINA
 Sono felice perché un altro obiettivo con il mio libricino è stato raggiunto. 

Questo bel risultato lo dedico alla mia mamma che non c'è più ... e che proprio oggi avrebbe compiuto 71 anni ... So che saresti stata orgogliosa di me. 
Buon Compleanno mamma Rosa

13 gennaio 2011

Il sale sulla pelle

Vi ripropongo questo post di tre anni fa... l'ho riletto e mi ci sono ritrovata in pieno.

(Il sasso nero di Janas mi ha fatto tornare in mente, dei versi di un libro letto qualche tempo fa: Il fiume della vita di R. Battaglia.
Cara Janas, ti immagino nel traffico di Roma, assorta dai tuoi ricordi ... lontana da rumori infernali , che solo una grande città sa donare ai suoi abitanti. Ti immagino, mentre accarezzi quel prezioso diamante nero che porti sempre con te e ti vedo tra la magia della tua terra ). 

Provo le stesse sensazioni quando vedo il mare ad ogni stagione . Quella distesa infinita d'acqua,  rievoca nella mia mente la spensieratezza di fanciulla ... quando correvo nei prati, scalza, tra i papaveri rossi, tra i leggeri soffioni e tra splendidi tarassachi gialli...e alla fine lui... il mare, in tutto il suo splendore. Era li, a brillare per i miei occhi... l'azzurro intenso, di un porto straordinariamente bello...  lo adoravo, già nel mese di marzo, amavo sentire la sabbia fine sotto i piedi, amavo le piccole onde che mi bagnavano dolcemente ... amavo quella brezza che portava al cospetto del mio olfatto il sapore del sale ... che si impregnava nella mia pelle. Alla fine non contava lo scorrere del tempo. Gli anni sono passati, sono scorsi velocemente... e ancor oggi, sentire il rumore del mare da una conchiglia ...mi rende felice... e per un attimo ritorno bambina a correre nei prati tra i papaveri rossi e i tarassachi gialli.

C'è un posto in cima al monte,
fra i fiori gialli e bianchi blocchi di marmo,
dove si vede il mare brillare nella sera che muore.
Fra odori di erbe selvatiche ,
dolci ricordi sciolgono il nodo alla gola che hai avuto nel giorno.
C'è un posto in cima al monte
dove si spegne la malinconia come il sole nel mare
e ti senti libero
perché sei tornato, ragazzo,
a giocare fra le cose perdute nel tempo.
C'è un posto in cima al monte da non scordare mai
perché tra i fiori gialli e l'aria della sera,
ritrovi il dolce incanto di una felicità perduta.

Tratto da: Il fiume della vita - di R. Battaglia -